Tecnologia e studi umanistici. Finalmente una gioia!

Studi umanistici e ICT

Studi umanistici e ICT

Chi l’avrebbe mai detto che finalmente quella laurea in Lettere e Filosofia avrebbe avuto un reale uso e una concreta applicazione nel mondo del lavoro? Che quel “pezzo di carta”, che aveva reso tanto orgogliosi mamma, papà e parenti tutti, alla fine sarebbe davvero servito a qualcosa?

Ebbene sì. Anche i laureati in studi letterari e umanistici potranno aspirare a posizioni lavorative stimolanti. Magari non proprio inerenti al percorso di studio effettuato ma in un ambito, sebbene diverso, incredibilmente bisognoso di capacità letterarie e filosofiche. Stiamo parlando dell’IT – Information Technology.

I dati messi a disposizione da Expo Training, la più grande manifestazione italiana dedicata alla formazione professionale, parlano chiaro. I futuri candidati in cerca di occupazione dovranno non solo avere dimestichezza con la tecnologia e il digitale ma, preferibilmente, avere un background di studi letterari, umanistici, filosofici, storici e artistici.

Meglio ancora sarebbe il perfetto mix di entrambe le discipline, tecniche e umanistiche, condite da un’infarinatura di materie economiche.

Per molto tempo tutto ciò che era collegato alla tecnologia riguardava ambiti specifici e affini come la scienza, la matematica e l’ingegneria. E di conseguenza la scuola e l’università spingevano gli studenti attratti dal mondo informatico e tecnologico a specializzarsi e ad approfondire materie inerenti alla propria scelta. Le materie studiate a scuola e le successive discipline previste nei percorsi universitari miravano tutte a fornire competenze e conoscenze necessarie a sviluppare e portare avanti il percorso intrapreso.

Non esisteva margine d’errore. Chiunque avesse come sogno nel cassetto di lavorare per grandi aziende di IT – Information Technology  o ICT – Information Communication Technology aveva un solo piano, quello A, da seguire e sui cui perseverare.

Il discorso cambiava drasticamente per chi sceglieva di intraprendere una facoltà di studi classici.

Per i laureati in materie umanistiche il cosiddetto piano A è sempre stato aleatorio. Gli sbocchi professionali erano sempre avvolti dal mistero. Andavano da un futuro impiego nelle istituzioni pubbliche o private alle attività di ufficio stampa. Dal lavoro nel giornalismo, nell’editoria, nell’archivistica a quello nell’ambito museale e bibliotecario, per poi finire all’intramontabile insegnamento scolastico o universitario. Insomma tutto e, nella maggior parte delle volte, niente.

Forse proprio per questa costante incertezza i laureati in lettere e filosofia, per citare la facoltà più famosa, sono sempre stati in grado di elaborare altri piani oltre a quello A. Un piano B, C, D e così via.

Probabilmente è questa capacità di elaborare diversi piani che li ha resi abili e pronti ad affrontare il mondo lavorativo e le possibili realtà occupazionali con mente aperta e con capacità di reale adattamento a quasi ogni genere di lavoro.

Ma non solo. Lo studio di materie umanistiche contribuisce a creare una solida base di pensiero critico, di competenze comunicative, di abilità nella scrittura, di affrontare e risolvere problemi analizzando diverse prospettive, di capacità di analisi e di consapevolezza metodologica.

Quindi, a cosa dovrebbero servire tutte queste idoneità? Lo spiega in una frase emblematica Carlo Barberis, presidente di ExpoTraining, il quale sostiene che “la tecnologia e internet hanno reso la comunicazione alla portata di tutti e ciò di cui già oggi si sente la mancanza sono i contenuti, la capacità di raccontare e di rappresentare l’azienda”.

Ecco perché, a fianco di scienziati, ingeneri e informatici serviranno letterati, filosofi, psicologi e sociologi che hanno capacità riconducibili, forse, al tipo di forma mentis che un corso di laurea in discipline umanistiche offre, una forma mentis che rende estremamente flessibili e in grado di acquisire competenze diverse e riutilizzabili in diversi ambiti.

Il mondo della tecnologia, dell’informatica e del digitale necessita di contenuti, di storytelling e di capacità comunicative in quanto è cambiato il rapporto con internet che è diventato accessibile a tutti e tutto, nel web, è condivisibile. Questo tipo di interazione ha messo l’utente al centro di un sistema che fino a poco tempo fa era decisamente statico.

Il bisogno di comunicare online e di comunicare bene, l’esigenza di promuovere e di promuoversi sono diventati fondamentali nel web e, in particolar modo, nei social. È qui che entrano in gioco le attitudini di chi ha una formazione classica. La proverbiale flessibilità delle menti umanistiche le rende capaci di destreggiarsi in un mondo digitale che deve essere alimentato da una serie di diversi elementi che, oltre la parte tecnica, esigono un contenuto ben fatto e ben narrato e che, soprattutto, sia efficace.

Fortemente lungimiranti sono le parole di Albert Einstein che nel 1934 affermava:

“A elevare l’uomo e ad arricchirne la natura non sono certamente le applicazioni della ricerca scientifica, ma la spinta a capire, il lavoro intellettuale di creazione o di studio”.

Ma Harrison Ford difenderà il mio posto di lavoro?

Il 4 ottobre uscirà nelle sale il film “Blade Runner 2049”. Coloro che sono della mia generazione conosco benissimo la trama del primo film, “Blade Runner”: alcuni robot antropomorfi, i Replicanti, scappano dalle colonie extraterrestri in cui lavorano per cercare giustizia sulla Terra. Un aitante investigatore privato interpretato da Harrison Ford li inseguiva per eliminarli.

Raccontato così è molto banalizzato, ma l’aspetto interessante è che quel film nel 1982 anticipava un tema di cui si sta discorrendo molto adesso: i robot che vengono e verranno impiegati nell’industria, possono sostituire l’uomo in alcuni compiti? In sostanza, quanto dobbiamo essere preoccupati per il nostro posto di lavoro?

Per cercare di dare una risposta a questa domanda, “The European House-Ambrosetti”, un team composto da manager di aziende italiane, banche e multinazionali, ha elaborato uno studio che traccia alcune conclusioni: nei prossimi 15 anni il 14,9% del totale degli occupati, pari a 3,2 milioni, potrebbe perdere il posto di lavoro.

I settori in cui si avvertirà meno la concorrenza delle macchine sono Istruzione, Servizi per la Salute e Servizi di Informazione e Comunicazione. Il perché è facile da intuire: è più probabile che i professionisti dei settori appena citati svolgano mansioni poco sostituibili e con un’elevata componente di interazione personale.

Un’altra variabile determinante è il titolo di studio: i soggetti senza titolo di studio presentano il rischio più alto di sostituzione, ben il 21%. Per dare un termine di paragone, gli occupati con formazione post-universitaria corrono il rischio di sostituzione solo all’1%.

La buona notizia è che i robot non sono razzisti: hanno la stessa probabilità di sostituzione sia maschi che femmine, sia settentrionali che meridionali.

La conclusione di questo studioè che l’automazione «potrebbe provocare una graduale polarizzazione della ricchezza e delle competenze solo in alcune fasce privilegiate della società, portando a crescere le disparità sociali ed economiche già esistenti».

Insomma, l’obiettivo per ognuno di noi è potenziare istruzione e formazione per cercare di sconfiggere la macchina in un campo congeniale per l’uomo: la competenza.

La migliore RISPOSTA NON RADICAL CHIC PER IL NUOVO ANNO

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Hai più o meno 30 anni, l’anno sta per concludersi e senti che ti sta aspettando, lì, pronta per essere emessa, la domanda ricorrente più temuta degli ultimi anni…

“Allora, cosa ti aspetti dal nuovo anno?!”

Tu cerchi invano di individuare tra un mucchio di risposte non propriamente scontate, simil radical chic, che in ogni caso dopo averle emesse ti faranno sentire l’essere più idiota della Terra. Appena dopo riporrai tutta la tua attenzione nella ricerca di un diversivo che ti aiuti a rimuovere la sensazione che quella domanda ti ha lasciato addosso.

Le aspettative.

Cosa significhi aspettarsi qualcosa, da un anno poi, non l’ho mai capito.

Siamo noi che ci muoviamo verso un obiettivo, o no?

Sarebbe meglio se provassimo a trasformare le aspettative in progetti fattibili, a stabilire degli obiettivi e possibilmente degli indicatori per raggiungerli.

Il problema è quando riponiamo le aspettative verso qualcos’altro, invece che muoverci su noi stessi, ad esempio verso un nuovo lavoro.  Se ci poniamo nell’ottica di stare in attesa che altri o che certe situazioni vadano nel modo che riteniamo più giusto, beh è molto probabile che resteremo delusi.

Se invece rivolgiamo il punto focale su noi stessi, attuando una strategia di ricerca attiva del lavoro e non aspettando che siano gli altri a fare il primo passo, manterremo l’attenzione su un piano concreto e saremo anche in grado di essere più interessanti, grazie ad un atteggiamento pro attivo e open minded.

Dunque se dovessero porvi questa domanda vi do già pronta la risposta:

“Io aspetto l’anno, per raggiungere i miei obiettivi”

Presuntuosi? No, realisti!

Che programmi hai per il Weekend?

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Attenzione tutti! La città di Pescara questo weekend ospiterà iniziative interessantissime!

Da Giovedì 10 Novembre a Domenica 13 andrà in scena il Festival delle Letterature dell’Adriatico: ci sarà un’agenda fittissima di eventi, personaggi e mostre.

Ce ne sono per tutti i gusti.

Dal canto nostro sicuramente, noi di Oltre non perderemo l’intervento di Sofia Viscardi, la giovanissima Vlogger/Youtuber che si è resa famosa principalmente per un’intervista a Saviano incentrata sul suo rapporto con i  Social Network. Appena maggiorenne, è un esempio di come il talento possa emergere in maniera esponenziale nel web. E’ interessante capire come succede che un video diventi “virale”. Quali sono i valori riconosciuti dagli internauti? Beh, molto probabilmente Sofia rappresenta la naturalezza e la spontaneità nella comunicazione senza ostentazione, e questo, in un canale come Youtube, è considerato un plus. E poi mi ricollegherei anche a quello di cui ho parlato qualche post fa: il sorriso. Non un sorriso finto, ritoccato , formale…un entusiasmo spontaneo. Che forza! Chi sa comunicare così al giorno d’oggi nel web vince.

Tra i personaggi che appariranno vi segnalo gli interventi di Giovanni Floris, Marco Tardelli, Eugenio Finardi. All’apertura del Festival sarà presente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi il 10 Novembre al Teatro Circus.

Vi invito a sfogliare il programma qui e individuare le iniziative che vi attirano di più.

Vi segnalo anche l’evento “Il Villaggio della Comunicazione” che si svolgerà nei giorni 10 e 11 Novembre presso l’ex-Aurum patrocinato dalla Regione Abruzzo.

Ci saranno workshop, dibattiti e installazioni che spaziano sui temi della comunicazione digitale, dell’innovazione e delle tecnologie.

Un interessante seminario sulle attività legate all’uso dei droni si svolgerà venerdì 11 Novembre alle 16:30. Sarà allestita anche un’area dedicata alla nuove tecnologie di comunicazione di Virtual e Augmented Reality in cui verranno distribuiti 1.000 visori 3D per la realtà aumentata.

Sarà possibile partecipare a dibattiti sulle problematiche inerenti il tema economico dell’innovazione tecnologica digitale e sull’evoluzione dei sistemi di apprendimento delle nuove professionalità, in collaborazione con le Università di Teramo, di Chieti- Pescara e de L’Aquila.

Il programma dei due giorni lo trovate qui, dove potrete anche iscrivervi a eventi e workshop, sono tutti gratuiti.

E’ solo l’inizio della settimana e avete tutto il tempo per fare una buona programmazione del weekend! Se parteciperete e vi va, scriveteci poi il vostro feedback qui nei commenti.

UTILIZZI I SOCIAL NETWORK PER TROVARE ISPIRAZIONE?

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Quante volte capita di dover svolgere un nuovo lavoro e non sentirsi ispirati né concentrati a sufficienza per iniziare?

Quelle volte in cui si sente il bisogno di un motorino di accensione e il caffè (panacea di tutti i mali della giornata lavorativa) non può sortire alcun effetto…

Non mi riferisco esclusivamente a lavori di grafica e comunicazione, ma a qualsiasi attività professionale che presupponga una nuova partenza e necessiti di una miccia per iniziare a carburare.

Personalmente penso che in questi momenti l’approccio ai Social Network sia molto utile…per lo meno nel mio caso funziona!

Generalmente potrei distinguere le seguenti fasi:

  1. Il distacco.

Per prima cosa mi allontano un po’ dall’obiettivo, e cerco ispirazione altrove.

In questi casi alcuni Social Network sono il mio “spotter”: Facebook per studiare il target, Twitter se mi interessa misurare (a grandissime linee) quanto di quell’argomento si parla e in che modo, Instagram e Pinterest se ho bisogno di un riscontro visuale.

 

  1. L’osservazione.

A volte mi chiedo se non esistesse il web come lavorerei. Molto probabilmente sarei molto più osservatrice dell’esterno e dei meccanismi di comunicazione tra gli individui…

In questa fase di osservazione più approfondita individuo poche parole chiave del lavoro e avvio una ricerca sui Social Network rispetto a queste.

 

  1. L’analisi e le annotazioni.

Potrei creare un file testo in cui inserire 3-4 link o una cartella se ho bisogno di conservare contenuti visuali, ma in questi casi ci sono risorse web che vengono d’aiuto!

Pinterest è eccezionale per le annotazioni: è possibile infatti “pinnare”, cioè appuntare, i contenuti visuali in cartelle create ad hoc (che volendo si possono tenere segrete).

C’è anche Issuu, un aggregatore di riviste digitali sfogliabili in maniera gratuita online, che è ottimo per prendere nota di contenuti, foto e immagini. Chi ha un account infatti può scegliere riquadri da salvare e condividere anche sulla stessa cartella creata su Pinterest.

 

In questo modo, attivando l’osservazione e l’analisi, è più stimolante iniziare e trovare l’ispirazione.

Attenzione però: buon senso e timer alla mano, il rischio di perdersi e alla fine spendere più tempo del necessario è altissimo!

 

 

 

Talento e Occasione: casualità Vs forza di volontà?

TALENTO e OCCASIONE

«Una scoperta si dice che sia un incidente che incontra una mente preparata», a dirlo fu Albert Szent-Gyorgyi, lo scienziato che scoprì la vitamina C, premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1937.

Penso che questa citazione sia rappresentativa della forza di volontà dell’essere umano, del fatto che l’impegno e la caparbietà possano essere più forti della casualità.

Con il termine “incidente” potremmo pensare ad un’accezione casuale, questo però incontra “una mente preparata”.

Si intuisce, dunque, che il senso sia voler dimostrare come la forza di volontà di chi sa migliorarsi e prepararsi vince, perché pronta ad aspettarsi qualcosa di nuovo e di migliore.

Lo stesso concetto è attribuito a Seneca nella citazione:  “La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione”.

Ecco, il talento è una mente preparata.

E’ la mentalità di una persona che con forza di volontà migliora e si forma, e non per ottenere risultati immediati ma perché sa aspettarli anche a lungo termine.

Reality e concorsi tv hanno forse alterato il significato di questa parola.

Eppure da quando siamo piccoli, abbiamo sempre sentito frasi del tipo “ciascuno di noi ha un talento” o sentirci apostrofare  “sei un talento” quando dimostravamo di eccellere in qualcosa o di essere portati per un’attività in maniera naturale.

Nell’ambito lavorativo sono convinta che essere un talento significhi poter esprimere le proprie competenze aggiungendo valore ad un’attività e fare in modo che gli altri lo percepiscano.

Dunque, se curiamo il nostro talento, prepariamo la nostra mente, saremo anche in grado di comunicarlo e trasferirlo agli altri…e l’occasione non ci troverà sprovveduti.

 

 

5 CONSIGLI PER REALIZZARE PRESENTAZIONI EFFICACI (come iniziare)

Sono mesi che ci lavori su e finalmente hai elaborato il tuo progetto: una nuova idea di business, una proposta innovativa da fare a un’azienda o a un investitore (perché, come ripetiamo ai nostri corsi, le buone occasioni bisogna cercarsele!)

E adesso come lo presenti?

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Ecco allora 5 consigli per partire col piede giusto!

  1. Per prima cosa PIANIFICA.

Individua il tuo pubblico (target), il tuo palcoscenico (contesto) e il tempo a disposizione. Ciascuno richiede uno stile comunicativo e uno strumento ad hoc.

Preferisci uno stile più formale o meno?

Pensi di diffondere la tua presentazione nel web o di presentarla su un monitor in prima persona?

Ad ognuna di queste scelte seguirà l’individuazione di uno stile comunicativo personalizzato.

  1. Quali STRUMENTI utilizzare?

Il web è pieno di risorse e tool gratuiti: per realizzare presentazioni semplici, presentazioni video animate, infografiche interattive…La migliore dipende dalle scelte individuate nel punto precedente.

Molto versatile è Prezi che permette di realizzare presentazioni dinamiche, supportate da una vasta gamma di template dalla grafica accattivante.

Il rischio è quello di farsi prendere troppo dall’entusiasmo ed esagerare.

Consiglio sempre di andare cauti nella scelta del modello, specie se non si conosce bene il proprio pubblico ed optare tra quelli più “basic”.

Successivamente, quando avrai preso dimestichezza, lascia perdere i template e personalizza completamente la tua presentazione.

  1. Gestisci la DURATA

Lo so, ci hai lavorato mesi, hai speso centinaia di ore nell’elaborazione di indagini di  mercato, e tu sei entusiasta del progetto. Ma non cadere nell’errore di voler raccontare tutto!

Ricorda che la SINTESI vince sempre.

Se riesci ad essere incisivo stai sicuro che avrai modo successivamente di lasciare tutti i dettagli.

Nel caso di un video ti consiglio di rifarti a quello che gli americani chiamano “elevator pitch”: il discorso che faresti se incontrassi il tuo investitore in ascensore e avessi a disposizione solo il tempo di una sosta.

Questa scelta ad esempio è stata adottata per la candidatura di giovani consulenti a disposizione per l’internazionalizzazione, nel progetto “I giardini dei talenti”.

  1. Scegli IMMAGINI DI VALORE

Individua immagini che abbiano una buona qualità grafica (pollice verso per le foto “sgranate”) e soprattutto, se decidi di ingrandirle o rimpicciolirle, fallo mantenendone le proporzioni!

Non c’è niente di più fastidioso che vedere foto con i soggetti raffigurati sproporzionati o, peggio ancora,  noti loghi aziendali allungati, ristretti, modificati con l’aggiunta di qualche effetto tipo “vintage” o altro… (pollice verso all’infinito).

  1. Attenzione all’AUDIO

Hai scelto di inserire una colonna sonora di sottofondo o una traccia audio in alcuni punti?

Ti consiglio di prendere in considerazione brani poco conosciuti, di evitare l’ultimo tormentone dell’estate e di non considerare il tuo gruppo preferito.

Se scegli una canzone cerca di individuare una traccia di qualche decina di secondi che dia “carattere” in un punto preciso della tua presentazione (di solito all’inizio o in entrata nel clou del progetto). In ogni caso ti confido che trovo sia una delle parti più difficili nella realizzazione di una presentazione.

 

E con questa puoi cominciare, non ti resta che trovare la tua occasione! Buona presentazione!

 




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Vedo, prevedo e stravedo….Ovvero i lavori del futuro

futuro lavoroA settembre riprendono a pieno ritmo le attività formative e quindi vengono proposti corsi con diversi obiettivi. Un’azienda come Oltre srl come fa a decidere che corsi mettere a catalogo per il nuovo anno?

In sostanza siamo persone che vivono e vedono il presente, il loro territorio ed hanno strumenti per intercettare i trend del futuro nell’ambito della occupazione. E’ una parte importante del nostro lavoro e ce la gustiamo con passione.

Quest’anno però abbiamo voluto fare qualcosa in più per venire incontro alle esigenze di coloro che seguono le nostre attività con tanto calore.

Per aiutali a scegliere gli ambiti in cui impegnarsi abbiamo chiesto a 28 persone tra imprenditori, formatori e responsabili HR come vedono il futuro. Cioè quali sono le conoscenze e/o le competenze che i lavoratori del futuro dovranno avere.
Per futuro abbiamo inteso un arco temporale che abbraccia i prossimi 5 anni

Le risposte (ovviamente) qui sono anonime. Sono da leggere con calma, ma già si possono individuare quattro ambiti sui quali la maggior parte delle risposte converge: social e web marketing;  analisi dati; multiculturalità (comprese le lingue); green economy.

  1. Le aziende avranno bisogno di marketing che sia in grado di combinare le competenze di storytelling con un’analisi dei dati per prevedere il comportamento dei clienti e quindi connettersi con loro attraverso narrazioni avvincenti.
  2. Prevedo che il lavoro più richiesto da qui a 5 anni sarà l’analista tecnico. Saranno molto ricercate le persone con una solida base di pensiero logico e con la capacità di vedere il quadro generale pur possedendo il set di strumenti per esaminare gli aspetti particolari. È necessario essere in grado di individuare, modellare, analizzare e sfruttare i dati per produrre valore per le organizzazioni.
  3. Le aziende dovranno sempre più fare i conti con i costi relativi agli effetti del cambiamento climatico, perseguendo attivamente la riduzione dell’inquinamento e quindi prosperare in in un’economia a bassa emissione di carbonio. I laureati che vengono formati sulla sostenibilità saranno molto richiesti.
  4. I datori di lavoro continueranno a cercare leader innovativi, che sanno usare le loro competenze per creare impatto sociale positivo a livello locale, nazionale e globale.
  5. Il luogo di lavoro del prossimo futuro rifletterà la diversità della nostra popolazione, in termini demografici ,di etnia, genere, o pensiero; i lavoratori dovranno avere una mentalità più inclusiva.
  6. La capacità di lavorare con i dati e sviluppare approfondimenti basati sulle analisi dei dati sarà un aspetto critico per ogni settore e continuerà a crescere in importanza.
  7. Le Competenze necessarie includono l’intelligenza sociale per adattare il linguaggio e il comportamento, al fine di lavorare in modo efficace con i grandi gruppi, e la competenza interculturale per lavorare non solo in diversi contesti culturali, ma in gruppi, tra diverse generazioni, abilità e stili di lavoro.
  8. I responsabili HR chiedono a gran voce nuovi revisori IT in grado di applicare le competenze di indagine tecnologica per individuare frodi, debolezze di sicurezza e di scorrettezza finanziaria.
  9. Con i cambiamenti climatici e la crescente domanda di energia a livello globale, la comprensione di come il complesso problema dell’industria vada ad impattare la sostenibilità sarà un vantaggio competitivo in qualsiasi campo.
  10. Data la sovrasaturazione dei social media e del marketing online, i datori di lavoro avranno bisogno di persone che sappiano come costruire relazioni, spostando l’attenzione dall’online alle connessioni interpersonali , così da avere un maggiore benessere sul luogo di lavoro e impegno dalla forza lavoro.
  11. La capacità di raccogliere, analizzare e interpretare i dati sarà fondamentale, in quanto permea ogni attività aziendale e sociale.
  12. Ci sarà più crescita dell’occupazione nell’ambito del sistema sanitario e del settore dell’assistenza sociale che in tutti gli altri, il prossimo decennio.
  13. Gli studenti che acquisiscono competenze avanzate di Excel, o di Visual Basic Applications Edition (VBA) avranno un forte vantaggio nel mercato del lavoro .
  14. Il lavoro sarà sempre più non di routine, ma piuttosto consisterà in professioni cognitive, che richiedono capacità di pensiero critico e di problem solving, così da essere creativi, con un indispensabile insieme di abilità flessibili.
  15. Il mondo è complesso e in continua evoluzione; l’istruzione è importante, ma non è importante quanto essere in grado di dimenticare ciò che hai imparato non appena diventa obsoleto, e quindi apprendere nuove competenze e conoscenze.
  16. Ci sarà una crescita della domanda – e dei salari – per il marketing con competenze moderne, come l’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO), la creazione di contenuti/contenuti di marketing, email marketing/marketing automation, social media marketing e pay-per-click .
  17. Gestione dei dati, dei dispositivi e dei media digitali su piattaforme multiple sarà essenziale come la necessità di accedere, analizzare e interpretare le informazioni in tempo reale.
  18. I leader di successo, sia donne che uomini, saranno quelli che portano l’integrazione nella loro testa e il cuore sul posto di lavoro. Le aziende daranno un elevato valore alla capacità relazionale e sarà un elemento chiave di differenziazione nella valutazione del talento .
  19. Ci sarà una grande richiesta per leader che dimostrano di essere pronti ad adattarsi efficacemente in ambienti culturali trasversali prendendo incarichi e lavorando con gruppi di lavoro che li spingono al di fuori della loro zona di comfort.
  20. I laureati dovranno comprendere il triplice processo alla base delle decisioni: persone, pianeta e profitto.  Per essere manager efficaci e di successo a partire da ora e in futuro.
  21. Chiunque abbia dimostrato la capacità di imparare in fretta, è versatile, è disposto ad essere flessibile, e possiede un approccio in grado di trattare l’opportunità di lavoro con responsabilità, sarà non solo ricercato, ma ancor di più apprezzato in una economia globale e in rapida evoluzione.
  22. Con il mercato globale che continua ad espandersi, i lavoratori con una vera e propria “mentalità globale”, una solida comprensione delle differenze culturali, e almeno una capacità bilingue, avranno un vantaggio competitivo sugli altri.
  23. Dato il mondo globale in continua espansione, i datori di lavoro vogliono persone con forti capacità di comunicazione interculturale, e quindi anche multilingue.
  24. Data la crescente importanza del design nell’innovazione di prodotto, già esiste una forte necessità di progettazione consapevole. Una progettazione che comporta una profonda conoscenza del comportamento umano integrato con le analisi di marketing.
  25. Con le opzioni in continua espansione nell’ambito dei mezzi di comunicazione, la capacità di utilizzare questi metodi da un punto di vista tecnico e quindi saperli sfruttare in modo efficace per collaborare e comunicare con i membri dei team e con i clienti sarà fondamentale per i dipendenti del futuro.
  26. I datori di lavoro cercheranno i candidati che sono capaci di andare oltre l’ufficio, il laboratorio o l’aula per avviare progetti indipendenti mostrando così la loro capacità di prendere iniziative e dimostrare leadership.
  27. Laureati con un forte background in scienze della salute saranno molto richiesti, visti i rapidi progressi nei sistemi di nanotecnologie e biotecnologie.
  28. L’imprevedibilità è una certezza, il che significa più che mai che le capacità di apprendimento permanente sono veramente essenziali per il successo. I datori di lavoro avranno bisogno di lavoratori formati nell’analisi dei dati, con la capacità di pensare rapidamente e la volontà di apprendere continuamente nuove competenze in un mercato in continua evoluzione

Il gusto che si prova

SoddisfazioneIn Oltre facciamo un lavoro particolare. Siamo sempre a contatto con persone che cercano di migliorare la propria vita professionale. Ed è difficile capire quanto il nostro lavoro sia fatto bene o invece dove sbagliamo. Non abbiamo a che fare con un prodotto standard, che al termine del processo di produzione può essere controllato rispetto ad una matrice definita come prototipo.

Ed allora quando riceviamo delle attestazioni di stima ci si riempie il cuore di gioia. Perché lavorare non è soltanto arrivare alla fine della giornata. E’ riuscire ad applicare il proprio sapere e la propria esperienza. E’ ottenere dei risultati concreti dagli sforzi che si compiono.

Qui sotto pubblichiamo una email che ci è arrivata da qualcuno che ha frequentato i nostri corsi e iniziative.

Questa testimonianza ha dato ad ognuno di noi il gusto che si prova quando si ottiene il risultato prefissato.

Quando l’abbiamo letta ci è venuto un po’ di groppo in gola e abbiamo pensato “Beh, è faticoso. Ma non è inutile!

Carissime e bellissime prof, come state? Vedo che avete ricominciato alla grande e con corsi sempre più interessanti.
Qualche giorno fa ho visto alla Humanform Pina Basti e vi ho pensato… che bello collegare persone ad esperienze felici.
La mia esperienza lavorativa alla Humansolution continua; finita la campagna fiscale il 31 luglio e, scaduto il contratto, due giorni dopo il mio capo mi ha contattata.
Mi hanno offerto un lavoro in un settore in cui non avevo esperienze. E’ stata una grande soddisfazione sapere che si è fidato di quello che potevo fare e non vederlo preoccupato ma convinto che avrei fatto bene!
Ora ho un contratto di sei mesi e un rapporto splendido con i colleghi. Gestisco le paghe di varie cooperative sociali (aveva ragione Giuseppe, sono tutte incasinate Emoticon gasp ).
Questo per dirvi che le cose piano piano si stanno sistemando e tutto è iniziato (non credo per caso) dopo e grazie al corso.
Non è bello svegliarsi la mattina sapendo che quello che farete potrà essere di aiuto a qualcuno che in quel momento ha proprio bisogno di quello che voi potete offrire?
Che grande privilegio avete…. vi auguro solo e sempre tante cose belle! Vi mando un bacio grandissimo, a presto!

Cos’è il Talento?

Reality e concorsi tv hanno forse alterato  il significato di questa parola.

Eppure da quando siamo piccoli, abbiamo sempre sentito frasi del tipo “ciascuno di noi ha un talento” o sentirci apostrofati “un talento nel…” quando dimostravamo di eccellere in qualcosa o di essere portati ad un’attività in maniera naturale.

Questo è un talento.

Nell’ambito lavorativo essere un talento significa potere esprimere le proprie competenze aggiungendo valore ad un’attività e fare in modo che gli altri lo percepiscano.

Recentemente abbiamo lavorato su un progetto che nasce proprio da questo concetto, si chiama I Giardini dei Talenti.

Realizzato all’interno del Polo per l’Internazionalizzazione delle Imprese Abruzzesi S.c.a.r.l, è nato per far incontrare le expertise di giovani talentuosi free lance con i fabbisogni di competenze richieste dalle aziende abruzzesi.

E’ uno spazio virtuale in cui i profili che vengono promossi sono quelli di professionisti che sanno  mettere a frutto le loro competenze professionali nel campo dell’internazionalizzazione e che le rendono immediatamente spendibili nelle PMI locali.

Le aree di competenza individuate sono:

  • ‪‎lingue
  • ‪‎comunicazione e web per l’internazionalizzazione
  • ‪‎project management per l’internazionalizzazione
  • ‪‎commercio estero
  • ‪‎amministrazione e finanza internazionale

I giovani talentuosi hanno la possibilità di proporre il proprio valore aggiunto presentandosi con un video di di 100 secondi (pitch): poco più di un minuto per convincere le aziende di essere la persona che fa al caso loro.

Se anche tu senti di poter far parte di questa iniziativa, invia la tua candidatura a giardinitalenti@gmail.com

Per maggiori informazioni visita la pagina del progetto www.igiardinideitalenti.it/