Social Media Marketing LOCAL?

Molti imprenditori di piccole imprese pensano che il marketing online sia qualcosa di utile esclusivamente per le aziende che vogliono raggiungere un pubblico nazionale o internazionale.
Niente potrebbe essere più lontano dalla verità.
In realtà, il “locale search engine marketing” è fatto apposta per il marketing territoriale.

Provate a fare una ricerca per un prodotto o un servizio su Google, senza inserire il nome della città, cosa viene evidenziato dalla ricerca? Proprio così, un business locale.

Un’azienda può entrare nei risultati di una ricerca locale, se si lavora nella maniera adeguata.
Oltre l’ottanta per cento delle ricerche su Internet danno come risultato un acquisto offline. In particolare gli smartphone hanno dato vigore a questo tipo di risultato, in quanto le persone utilizzano questo strumento come una agenda telefonica: “dove andiamo a mangiare stasera?”; “Conosci un buon cocktail bar qui vicino?”; “Devo comprare dei fiori….”.
Considera anche la tua esperienza, a quante volte hai utilizzato lo smartphone come guida per acquisti, come un’agenda telefonica.

Per avere dei riscontri dalle attività di ricerca su Internet, il primo passo da fare è creare richiami nei seguenti servizi:

  • Google Places
  • Bing Places
  • Facebook Places
  • Foursquare

È necessario completare al meglio il profilo aziendale: quindi orario di apertura, numero di telefono e indicazioni stradali. E non dimenticare che se ci sono posti i cui inserire un’immagine, è importante farlo.

È anche estremamente vantaggioso includere frasi chiave nei posti appropriati.

Il segreto è semplice: completare il profilo completamente, lavorando sul presupposto che quanto più è completo il tuo profilo, migliori saranno i risultati.

Una volta che il profilo è attivo, il passo successivo è chiedere ai clienti una recensione onesta..

Alle attività descritte fino ad ora occorre aggiungere l’ottimizzazione del sito per la ricerca, la scelta di un nome a dominio adeguato, adeguare le pagine dei contatti. Insomma, tutta una serie di attività che potranno aiutare l’azienda ad essere visibile.

Queste competenze, ed altre più specifiche per l’utilizzo dei Social Media, verranno sviluppate nel corso GRATUITO “Social Media Specialist” che Oltre srl eroga a partire dall’11 aprile.

Se ti interessa partecipare, ti invitiamo a telefonare allo 085/4314112, oppure venire nella nostra sede in via Breviglieri 3, a Pescara

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LinkedIn: effetti speciali

Occupandomi di Social Media spesso mi viene chiesto come “funziona” LinkedIn, sia da colleghi e amici che durante i miei interventi formativi presso Oltre.

In queste occasioni, più che spiegare come creare un account, cerco di dare consigli e suggerimenti, anche mettendo in evidenza azioni che è meglio evitare (della serie “sbagliando si impara…ma se si può evitare è meglio”).

In generale penso che, per avere un profilo social funzionale, occorra aggiornarlo e seguirlo con metodo.

Non tutti i Social Network possono interessarci o “essere fit” col nostro profilo personale e/o professionale, quindi per prima cosa non complichiamoci la vita con account inutili che poi lasciamo senza contenuti o non aggiornati (ricordiamo sempre il discorso della cura della nostra reputazione online, qui un vecchio post).

La stessa attenzione che date al vostro look, dovreste riporla al vostro profilo LinkedIn.

Il primo effetto speciale che darà al vostro account efficacia e validità è l’applicazione, anche giornaliera. Non vi consiglio di pubblicare un post al giorno, ma sicuramente è bene fare un accesso quotidianamente, scorrere la home, controllare le notifiche, accettare o rifiutare eventuali nuove richieste di collegamento e capire se sia il caso allargare la propria rete di collegamenti.

Il secondo consiglio che sento di darvi è considerare quello spazio come la vostra pagina web “aziendale”. Visionate e analizzate i siti web dei brand che più vi piacciono e cercate capire quali siano gli aspetti a cui si dà importanza e come vengono espressi. Poi provate a trasferire queste riflessioni sul vostro profilo.

Ad esempio:

  • la descrizione del vostro profilo LinkedIn (nella sezione “riepilogo”) dovrebbe essere ben scritta, esaustiva e non troppo lunga, un po’ come la mission di un’azienda. Non siate troppo autoreferenziali ma provate ad esprimere in cosa il vostro lavoro potrebbe essere un plus per una società o per le persone.
  • Utilizzate frequentemente quelle parole chiave per cui ipotizzate potreste essere cercati nella sezione “cerca” in alto, in questo modo sarete sicuramente più visibili.
  • Date importanza ai contenuti: inserite approfondimenti, foto, presentazioni di vostri progetti, idee, spunti, aggiornamenti di viaggi di lavoro, articoli.
  • La foto profilo e quella di copertina. Come espresso nel post precedente (qui) secondo una ricerca condotta da LinkedIn, i profili senza foto hanno una visibilità nettamente inferiore. Vi consiglio però di sceglierla con attenzione! Che sia un’immagine che vi rappresenti, realistica e interessante. Poi sfruttate la foto copertina per esprimere qualcosa di più evocativo di voi stessi o di questo momento della vostra vita, anche strategicamente rispetto alle candidature inoltrate.

Forse vi aspettavate trucchetti sfavillanti e non vi ho stupito, ma quoto la citazione di un regista che disse “il migliore degli effetti speciali è la verità”.

Ci vediamo su LinkedIn!

NON SI VIVE DI SOLI CURRICULA: 4 consigli per un profilo social a prova di recruiter

State cercando lavoro? Vi do una notizia importante: nel processo di ricerca e selezione di profili professionali è sempre più in espansione il social recruiting. Ciò significa che la maggior parte dei recruiter visiona i profili social dei candidati, e non solo quello LinkedIn.

La Social reputation viene presa in considerazione nella scelta del personale.

Questo non significa dover correre ad impostare su “privato” ogni contenuto del proprio profilo Facebook o rimuovere la visibilità pubblica di quello Instagram, piuttosto il contrario!

Vi consiglio di scorrere e revisionare per bene ogni account: selezionare, individuare ed evidenziare tutti quei contenuti che possono far emergere le proprie abilità e anche aspetti della vita non strettamente professionale ma che indirettamente caratterizzino il proprio profilo.

Porto un esempio: vi state proponendo nel settore Food&Beverage? Potrebbe essere interessante rendere visibili foto o contenuti che testimonino la partecipazione ad un evento di degustazione o ad un corso di formazione come quello che si sta svolgendo in questi giorni presso Oltre Srl “ESPERTO IN WINE & FOOD MANAGEMENT”.

Dunque, cosa iniziare a revisionare? Ecco di seguito alcuni consigli per gestire la propria social reputation.

  1. La foto profilo:secondo una ricerca condotta da LinkedIn, i profili senza foto hanno una visibilità nettamente inferiore. Inoltre è bene considerare che l’espressione e lo sfondo potrebbero dire molto di voi.Sceglietela con cura! Realistica, aggiornata e interessante. Sfruttate la foto copertina per esprimere qualcosa di più evocativo di voi stessi o di questo momento della vostra vita, anche strategicamente rispetto alle candidature inoltrate. Evitiamo epic fail, come foto ridicole o prese di posizione esattamente opposte all’azienda per la quale ci siamo appena candidate (direi che non è strategica la foto che vi immortala mentre bevete una Pepsi se vi siete appena candidati per la Coca Cola, fateci caso)
  2. Privacy sì: tutelate sempre la vostra privacy. E’ bene che la vostra personalità emerga ma ciò non significa aprire completamente la sfera personale, imparate a selezionare.
  3. Foto di viaggi: l’internazionalizzazione delle imprese è al giorno d’oggi un processo in continua evoluzione. Ritengo interessante dimostrare di aver vissuto all’estero o visitato diversi posti del mondo, anche se fosse per solo piacere.
  4. La lista dei “Mi piace”: questo è un consiglio che vi do e a cui pochi fanno caso. Molto spesso ci troviamo a metter “mi piace” ad una pagina senza pensarci troppo, magari perché consigliata da un amico. Beh, facciamoci caso. Se aspirate ad entrare in una delle catene food vegane più importanti al mondo, controllate di non aver messo mi piace alla pagina “I love beef” o simili 😉

Buona revisione!

 

Che programmi hai per il Weekend?

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Attenzione tutti! La città di Pescara questo weekend ospiterà iniziative interessantissime!

Da Giovedì 10 Novembre a Domenica 13 andrà in scena il Festival delle Letterature dell’Adriatico: ci sarà un’agenda fittissima di eventi, personaggi e mostre.

Ce ne sono per tutti i gusti.

Dal canto nostro sicuramente, noi di Oltre non perderemo l’intervento di Sofia Viscardi, la giovanissima Vlogger/Youtuber che si è resa famosa principalmente per un’intervista a Saviano incentrata sul suo rapporto con i  Social Network. Appena maggiorenne, è un esempio di come il talento possa emergere in maniera esponenziale nel web. E’ interessante capire come succede che un video diventi “virale”. Quali sono i valori riconosciuti dagli internauti? Beh, molto probabilmente Sofia rappresenta la naturalezza e la spontaneità nella comunicazione senza ostentazione, e questo, in un canale come Youtube, è considerato un plus. E poi mi ricollegherei anche a quello di cui ho parlato qualche post fa: il sorriso. Non un sorriso finto, ritoccato , formale…un entusiasmo spontaneo. Che forza! Chi sa comunicare così al giorno d’oggi nel web vince.

Tra i personaggi che appariranno vi segnalo gli interventi di Giovanni Floris, Marco Tardelli, Eugenio Finardi. All’apertura del Festival sarà presente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi il 10 Novembre al Teatro Circus.

Vi invito a sfogliare il programma qui e individuare le iniziative che vi attirano di più.

Vi segnalo anche l’evento “Il Villaggio della Comunicazione” che si svolgerà nei giorni 10 e 11 Novembre presso l’ex-Aurum patrocinato dalla Regione Abruzzo.

Ci saranno workshop, dibattiti e installazioni che spaziano sui temi della comunicazione digitale, dell’innovazione e delle tecnologie.

Un interessante seminario sulle attività legate all’uso dei droni si svolgerà venerdì 11 Novembre alle 16:30. Sarà allestita anche un’area dedicata alla nuove tecnologie di comunicazione di Virtual e Augmented Reality in cui verranno distribuiti 1.000 visori 3D per la realtà aumentata.

Sarà possibile partecipare a dibattiti sulle problematiche inerenti il tema economico dell’innovazione tecnologica digitale e sull’evoluzione dei sistemi di apprendimento delle nuove professionalità, in collaborazione con le Università di Teramo, di Chieti- Pescara e de L’Aquila.

Il programma dei due giorni lo trovate qui, dove potrete anche iscrivervi a eventi e workshop, sono tutti gratuiti.

E’ solo l’inizio della settimana e avete tutto il tempo per fare una buona programmazione del weekend! Se parteciperete e vi va, scriveteci poi il vostro feedback qui nei commenti.

L’importanza di fare una buona impressione al primo colpo

Sai già probabilmente quanto è importante fare una buona impressione al primo contatto. Beh, è importante anche a livello di social media: un recruiter potrebbe farsi un’idea sbagliata di te o delle tue capacità,  cercando informazioni on line. Allora perché rischiare? In questa infografica ecco alcuni ottimi consigli su come padroneggiare il proprio profilo social per fare una buona prima impressione

Come padroneggiare la prima impressione digitale

2016 Social Media Inflation Index repor

social-media-inflation-indexTrackMaven, azienda che crea contenuti marketing, ha pubblicato il “2016 Social Media Inflation Index report” in cui sono stati analizzati i dati di crescita degli ultimi 12 mesi di quasi 27.000 marche attraverso cinque delle più grandi reti di social media – Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e LinkedIn.

Anche attraverso questo report emerge la rapida crescita di Instagram come social media: per i brand seguiti dal report la crescita dei follower su Instagram è aumentata tra il 6% e l’8% ogni mese. Quasi il doppio del tasso di crescita mensile dei follower su LinkedIn e più di tre volte rispetto a Facebook, Twitter, e Pinterest. In sostanza i marchi hanno raddoppiato il numero dei seguaci su Instagram anno su anno.

I dati mostrano che Instagram è stata una scelta vincente in termini di costruzione del pubblico, il che non è una sorpresa. La piattaforma visiva è un grande punto di riferimento per molte aziende in questi ultimi mesi, con i marketer in cerca di capitalizzare la crescita del pubblico. Instagram ha raddoppiato la sua base di utenti attivi passando da 200 milioni nel 2014 a 400 milioni. La piattaforma ha aperto la sua piattaforma di annunci lo scorso settembre e recentemente riportato che hanno già aderito più di 200.000 inserzionisti attivi.

Nel complesso, la crescita media annua dei follower per i marchi è stata del 42% . I Marchi su Facebook, Twitter e LinkedIn hanno visto crescere i loro follower di quasi il 25%  con Pinterest che ha registrato la crescita più bassa con il 20% .

 

 

 

The Great Gig in the net (ma non parliamo di Pink Floyd, che Internet li avrebbe fatti morire di fame)

greatgigE adesso è il tempo della gig economy. In che cosa consiste? E’ semplice: è l’economia dei lavoretti.
La parola è stata usata per la prima volta da Hilary Clinton in un suo discorso.

In parole povere, non esistono più le prestazioni lavorative continuative (il posto fisso, con contratto a tempo indeterminato) ma si lavora on demand, cioè solo quando c’è richiesta per i propri servizi, prodotti o competenze.

Esempi di questo tipo di economia sono AirBnB, Uber, Etsy.
Ma come mai siamo finiti in questo cul de sac, in cui la creazione di ricchezza non coinvolge più la classe media ma solo i grandi finanzieri ?

Sostanzialmente perché noi utenti della rete siamo prosumer, cioè consumiamo e produciamo contenuti (post su Facebook, tweet, foto su Instagram) destinati ad altri produttori-consumatori. I nostri click sono diventati merce di scambio. Le aziende che ce lo permettono, Facebook,  Twitter, Instagram, vendono spazi pubblicitari ad altri prosumer a volumi sempre più alti, ma con ricavi medi sempre più vicini allo zero. Ma se nessuno compra, a che serve la pubblicità? La soluzione a tutti i mali del secolo non è arrivata, o, almeno, la soluzione non è questa Internet dei prosumer.

In sostanza non esiste economia in un mondo dove il produttore e il consumatore sono la stessa persona. L’agricoltura di sussistenza, quella dove si vive solo del proprio orto e si mette da parte l’eccedenza, non genera commercio, non fa girare l’economia.

In parte è colpa anche della nostra schizofrenia: come consumatori vogliamo la gratuità della rete, come lavoratori ci arrabbiamo quando, sempre sulla rete, ad essere gratis siamo noi. Progresso e sviluppo hanno smesso di andare d’accordo. Social network e lavoro da tempo non hanno più un buon rapporto.

In sostanza il web sta ammazzando la classe media. I commercianti vengono fatti fuori da Amazon; l’industria musicale vale ¼ di quello che valeva pochi anni fa; stipendi che crollano non per colpa dei cinesi, ma perché esistono software in rete che riescono a fare lo stesso lavoro.

I miei figli tengono in grande considerazione gli youtubber di successo. Ok, ma per un Favj che ha avuto successo, quanti non battono chiodo? Giusto per dare un’idea: Jaron Lanier, uno dei pionieri della realtà virtuale si è preso la briga di contare i musicisti hip hop che sbarcano il lunario grazie alla rete. Nel mondo ne ho trovati 250.
IN TUTTO IL MONDO 250.
Un’inezia rispetto ai posti distrutti da Napster.

Non penso che la soluzione sia tornare al paleolitico, e nemmeno al 1950. Come sempre l’accoppiamento uomo/tecnologia riuscirà a risolvere la crisi. Bisogna però stare attenti e cominciare a realizzare che i creatori di contenuti sui quali Facebook, Google o altri social media guadagnano siamo noi. Siamo noi coloro che portano la materia prima ai grandi. Ma non mi sembra che questi mettano in bilancio un costo per la produzione di contenuti.

Ritornando alla nostra schizofrenia: siamo contenti per prezzi online stracciati, ma poi inorridiamo per la chiusura di negozi. Ci piacciono le notizie a costo zero, ma poi rimpiangiamo i tempi in cui i giornali erano in salute. E comiciamo a riflettere su una cosa: esiste un software assembla-articoli, che Forbes utilizza per redigere le notizie brevi finanziarie. Warren è un programma che comincia a prendere il posto degli analisti di Borsa meno esperti. E TurboTax sostituisce i commercialisti che ci fanno il 740.

Prima o poi arriverà il nostro turno, perché non ci vuole chissà che intelligenza artificiale straordinaria per scrivere post su facebook o sui blog (considerando soprattutto la qualità media dei post!).

UTILIZZI I SOCIAL NETWORK PER TROVARE ISPIRAZIONE?

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Quante volte capita di dover svolgere un nuovo lavoro e non sentirsi ispirati né concentrati a sufficienza per iniziare?

Quelle volte in cui si sente il bisogno di un motorino di accensione e il caffè (panacea di tutti i mali della giornata lavorativa) non può sortire alcun effetto…

Non mi riferisco esclusivamente a lavori di grafica e comunicazione, ma a qualsiasi attività professionale che presupponga una nuova partenza e necessiti di una miccia per iniziare a carburare.

Personalmente penso che in questi momenti l’approccio ai Social Network sia molto utile…per lo meno nel mio caso funziona!

Generalmente potrei distinguere le seguenti fasi:

  1. Il distacco.

Per prima cosa mi allontano un po’ dall’obiettivo, e cerco ispirazione altrove.

In questi casi alcuni Social Network sono il mio “spotter”: Facebook per studiare il target, Twitter se mi interessa misurare (a grandissime linee) quanto di quell’argomento si parla e in che modo, Instagram e Pinterest se ho bisogno di un riscontro visuale.

 

  1. L’osservazione.

A volte mi chiedo se non esistesse il web come lavorerei. Molto probabilmente sarei molto più osservatrice dell’esterno e dei meccanismi di comunicazione tra gli individui…

In questa fase di osservazione più approfondita individuo poche parole chiave del lavoro e avvio una ricerca sui Social Network rispetto a queste.

 

  1. L’analisi e le annotazioni.

Potrei creare un file testo in cui inserire 3-4 link o una cartella se ho bisogno di conservare contenuti visuali, ma in questi casi ci sono risorse web che vengono d’aiuto!

Pinterest è eccezionale per le annotazioni: è possibile infatti “pinnare”, cioè appuntare, i contenuti visuali in cartelle create ad hoc (che volendo si possono tenere segrete).

C’è anche Issuu, un aggregatore di riviste digitali sfogliabili in maniera gratuita online, che è ottimo per prendere nota di contenuti, foto e immagini. Chi ha un account infatti può scegliere riquadri da salvare e condividere anche sulla stessa cartella creata su Pinterest.

 

In questo modo, attivando l’osservazione e l’analisi, è più stimolante iniziare e trovare l’ispirazione.

Attenzione però: buon senso e timer alla mano, il rischio di perdersi e alla fine spendere più tempo del necessario è altissimo!