INIZIA L’ESTATE! COME TRASFORMARE LO ZAPPING ONLINE IN AUTOAPPRENDIMENTO

Da leggere in modo leggero.

Ok, mi piacciono i giochi di parole, ma quello che voglio intendere è che di seguito ci saranno solo consigli di lettura scanzonati…ma utili sul lavoro!

Oggi inizia l’estate e non c’è niente di più piacevole del rilassarsi al mare, al parco o sul terrazzo, con una lettura e una buona informazione.

Non parlo esclusivamente di libri, ma anche di tutti quegli articoli che molto spesso troviamo girovagando nel web (operazione che chiamo “zapping online” e che mi trova impegnata quasi tutte le sere dalle 21 in poi).

In queste occasioni mi imbatto in moltissimi articoli e post interessanti, utilissimi per restare aggiornata nel mio ambito professionale.

Accade diverse volte che le informazioni sono tante e ne vorrei rimandare la lettura.

E succede sempre che d’estate i momenti di svago e relax sono più frequenti: un viaggio in treno, una giornata al mare, un momento all’aperto al parco o in terrazza. Ne approfitto così per ripescare questi post e fare buone e leggere letture di informazione.

Sicuramente è cosa comune a molti, ma per farlo senza stress servono anche gli strumenti giusti!

Dunque voglio consigliarvi alcuni tool che agevolano la catalogazione e riposizione di questi articoli e permettono piacevolmente di averli sottomano in momenti scanzonati che “quasi quasi mentre sono sul treno/prendo il sole al mare/mi rilasso in giardino, ne approfitto per qualche buona lettura e aggiornarmi”.

Personalmente questo lo trovo utilissimo e parte integrante del processo di autoapprendimento.

Ecco quindi alcuni strumenti di lettura e informazione veramente agevoli (e personalmente testati):

Flipboard (https://flipboard.com/)

È un classico aggregatore di notizie. Funziona molto bene per catalogare gli articoli a seconda degli interessi e sfogliare quelli inerenti gli argomenti preferiti, liberamente individuabili.

Issuu (https://issuu.com/)

È un’applicazione gratuita che permette di sfogliare riviste da pc, tablet o smartphone.

È possibile creare cataloghi di lettura, appuntarne alcune parti e anche condividerle su altri Social Media o via mail.

Pocket (https://getpocket.com/)

Si tratta di una reminder App che salva con un solo click le pagine web che non abbiamo il tempo di leggere. Lo strumento più immediato di tutti, soprattutto se si abbina l’estensione di Google Chrome.

Allora se andate di fretta, salvate questo articolo per una lettura successiva in relax su uno di questi tool, e ci risintonizziamo sotto l’ombrellone!

NON SI VIVE DI SOLI CURRICULA: 4 consigli per un profilo social a prova di recruiter

State cercando lavoro? Vi do una notizia importante: nel processo di ricerca e selezione di profili professionali è sempre più in espansione il social recruiting. Ciò significa che la maggior parte dei recruiter visiona i profili social dei candidati, e non solo quello LinkedIn.

La Social reputation viene presa in considerazione nella scelta del personale.

Questo non significa dover correre ad impostare su “privato” ogni contenuto del proprio profilo Facebook o rimuovere la visibilità pubblica di quello Instagram, piuttosto il contrario!

Vi consiglio di scorrere e revisionare per bene ogni account: selezionare, individuare ed evidenziare tutti quei contenuti che possono far emergere le proprie abilità e anche aspetti della vita non strettamente professionale ma che indirettamente caratterizzino il proprio profilo.

Porto un esempio: vi state proponendo nel settore Food&Beverage? Potrebbe essere interessante rendere visibili foto o contenuti che testimonino la partecipazione ad un evento di degustazione o ad un corso di formazione come quello che si sta svolgendo in questi giorni presso Oltre Srl “ESPERTO IN WINE & FOOD MANAGEMENT”.

Dunque, cosa iniziare a revisionare? Ecco di seguito alcuni consigli per gestire la propria social reputation.

  1. La foto profilo:secondo una ricerca condotta da LinkedIn, i profili senza foto hanno una visibilità nettamente inferiore. Inoltre è bene considerare che l’espressione e lo sfondo potrebbero dire molto di voi.Sceglietela con cura! Realistica, aggiornata e interessante. Sfruttate la foto copertina per esprimere qualcosa di più evocativo di voi stessi o di questo momento della vostra vita, anche strategicamente rispetto alle candidature inoltrate. Evitiamo epic fail, come foto ridicole o prese di posizione esattamente opposte all’azienda per la quale ci siamo appena candidate (direi che non è strategica la foto che vi immortala mentre bevete una Pepsi se vi siete appena candidati per la Coca Cola, fateci caso)
  2. Privacy sì: tutelate sempre la vostra privacy. E’ bene che la vostra personalità emerga ma ciò non significa aprire completamente la sfera personale, imparate a selezionare.
  3. Foto di viaggi: l’internazionalizzazione delle imprese è al giorno d’oggi un processo in continua evoluzione. Ritengo interessante dimostrare di aver vissuto all’estero o visitato diversi posti del mondo, anche se fosse per solo piacere.
  4. La lista dei “Mi piace”: questo è un consiglio che vi do e a cui pochi fanno caso. Molto spesso ci troviamo a metter “mi piace” ad una pagina senza pensarci troppo, magari perché consigliata da un amico. Beh, facciamoci caso. Se aspirate ad entrare in una delle catene food vegane più importanti al mondo, controllate di non aver messo mi piace alla pagina “I love beef” o simili 😉

Buona revisione!

 

Che programmi hai per il Weekend?

post7nov

Attenzione tutti! La città di Pescara questo weekend ospiterà iniziative interessantissime!

Da Giovedì 10 Novembre a Domenica 13 andrà in scena il Festival delle Letterature dell’Adriatico: ci sarà un’agenda fittissima di eventi, personaggi e mostre.

Ce ne sono per tutti i gusti.

Dal canto nostro sicuramente, noi di Oltre non perderemo l’intervento di Sofia Viscardi, la giovanissima Vlogger/Youtuber che si è resa famosa principalmente per un’intervista a Saviano incentrata sul suo rapporto con i  Social Network. Appena maggiorenne, è un esempio di come il talento possa emergere in maniera esponenziale nel web. E’ interessante capire come succede che un video diventi “virale”. Quali sono i valori riconosciuti dagli internauti? Beh, molto probabilmente Sofia rappresenta la naturalezza e la spontaneità nella comunicazione senza ostentazione, e questo, in un canale come Youtube, è considerato un plus. E poi mi ricollegherei anche a quello di cui ho parlato qualche post fa: il sorriso. Non un sorriso finto, ritoccato , formale…un entusiasmo spontaneo. Che forza! Chi sa comunicare così al giorno d’oggi nel web vince.

Tra i personaggi che appariranno vi segnalo gli interventi di Giovanni Floris, Marco Tardelli, Eugenio Finardi. All’apertura del Festival sarà presente il Presidente del Consiglio Matteo Renzi il 10 Novembre al Teatro Circus.

Vi invito a sfogliare il programma qui e individuare le iniziative che vi attirano di più.

Vi segnalo anche l’evento “Il Villaggio della Comunicazione” che si svolgerà nei giorni 10 e 11 Novembre presso l’ex-Aurum patrocinato dalla Regione Abruzzo.

Ci saranno workshop, dibattiti e installazioni che spaziano sui temi della comunicazione digitale, dell’innovazione e delle tecnologie.

Un interessante seminario sulle attività legate all’uso dei droni si svolgerà venerdì 11 Novembre alle 16:30. Sarà allestita anche un’area dedicata alla nuove tecnologie di comunicazione di Virtual e Augmented Reality in cui verranno distribuiti 1.000 visori 3D per la realtà aumentata.

Sarà possibile partecipare a dibattiti sulle problematiche inerenti il tema economico dell’innovazione tecnologica digitale e sull’evoluzione dei sistemi di apprendimento delle nuove professionalità, in collaborazione con le Università di Teramo, di Chieti- Pescara e de L’Aquila.

Il programma dei due giorni lo trovate qui, dove potrete anche iscrivervi a eventi e workshop, sono tutti gratuiti.

E’ solo l’inizio della settimana e avete tutto il tempo per fare una buona programmazione del weekend! Se parteciperete e vi va, scriveteci poi il vostro feedback qui nei commenti.

La ricerca attiva del lavoro con Pinterest

pinterest per lavoro

Se state cercando lavoro saprete che è importantissimo curare la propria reputazione on-line.

Avrete sicuramente letto articoli che riguardano i risultati nei motori di ricerca o la gestione dell’account LinkedIn piuttosto che Facebook o Twitter.

In questo post però vorrei portare all’attenzione un altro noto social network che può essere sfruttato a proprio vantaggio anche in questa situazione: Pinterest.

Pinterest permette la condivisione di immagini dal web o dallo stesso network, appuntandole nel proprio profilo, cioè archiviandole in bacheche virtuali che si possono nominare per tema e categorie.

È sicuramente molto utilizzato per un uso personale, per trovare foto secondo i propri gusti e interessi (di tendenza sono la moda, il make-up, la fotografia, la cucina e il design) e sono sempre più le aziende presenti.

È possibile navigare all’interno dello stesso social network, cercando idee e link tra le bacheche degli altri utenti, inserendo una parola chiave o per categorie.

Se provaste a digitare “cv” o “resume” vi accorgereste di quanti spunti interessanti potreste trovare per realizzare il vostro curriculum! Ovviamente Pinterest è un canale prettamente visuale, dunque ben si adatta alle infografiche.

Oltre a trovare spunti e idee, potreste utilizzarlo per mettere in evidenza i vostri interessi vicini all’ambito professionale, potreste creare delle bacheche in cui appunterete il vostro cv in formato infografica, il link al profilo LinkedIn e Facebook o vostri progetti portati a termine.

Insomma, Pinterest è un ottimo alleato per cura della vostra immagine on-line.

Noi siamo qui!

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Al momento giusto, mettici una citazione!

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Poco tempo: sempre il solito alibi, reale, ma quanto mai auto-illusorio.

Frenesia, impegni, responsabilità, ci ritroviamo così ad apprezzare anche assaggi, briciole, per il nostro io.

Una citazione appare allo schermo dello smartphone e arriva subito, si consuma in soli pochi secondi.

Alcuni le apprezzano, altri le criticano duramente. Ultimamente le sto rivalutando. Trovo che, sì, alcune citazioni siano effettivamente inflazionate e scontate (ma abbiamo dimenticato che noi siamo quelli cresciuti con le frasi di Ovidio, Seneca e Oscar Wilde nei cioccolatini?) altre arrivano.

Sono magari tratte da un libro, da un discorso famoso e possono rappresentare l’occasione per invogliarci ad approfondire e leggerne il volume completo, o semplicemente l’espressione giusta al momento giusto.

Dunque di seguito ho preparato una breve selezione, attribuendo a ciascuna il contesto ad hoc per  proporla. Spero possano piacervi!

  • La mattina appena svegli dopo una nottata dura o in vista di una giornata pesante

1

 

  • Quando percepite che un impegno sia troppo gravoso e difficile

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  • Quando vi sentite feriti e le forze cominciano a cedere

2

 

  • Quando vi sentite insicuri delle vostre scelte

“A volte si ha troppo a disposizione. Un uomo con un orologio sa che ore sono; un uomo con due orologi non ne è mai sicuro.”

 

  • Quando qualcosa non è andato per il verso giusto

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  • Quando sembra che tutto sia contro di noi

Quando tutto sembra essere contro, ricorda che l'aereo decolla contro vento, non con il vento in coda.

 

E per finire, una delle mie preferite:

3

 E voi? Avete la vostra citazione preferita?

 

 

 

 

 

Che ti costa un sorriso?

Che ti costa un sorriso-

Una volta un’amica molto più grande di me mi disse “E nel dubbio, rispondi con uno dei tuoi migliori sorrisi”.

Premetto che non voglio scrivere un elogio della felicità, né celebrare la positività espressa a tutti i costi, ma ultimamente mi imbatto, anche non direttamente, in persone dall’atteggiamento pretenzioso e asettico, di quelle che dopo uno scambio di battute ti tira la lingua come dopo aver succhiato un limone.

Mi sembra che ci siano dei cliché, dei modi di fare consolidati: una conversazione con impiegati d’ufficio stizziti, le pretese di clienti fuori luogo e poco cordiali,  pazienti “non pazienti” nella sala d’aspetto del medico, richieste di informazioni avanzate in maniera arrogante e presuntuosa.

Quando sono entrata a lavorare presso Oltre Srl e Nexus Srl, ho sentito parlare per la prima volta di “assertività”. Per chi non lo sapesse, si tratta di quella capacità di esprimersi nell’avanzare i propri diritti e sostenerli mantenendo il rispetto altrui nella conversazione.

Un atteggiamento assertivo è salvifico per se stessi e per gli altri!

Per chi lavora:

Bisognerebbe ricordare che mediamente a lavoro si trascorre un terzo della propria giornata e non è poco se consideriamo che l’altro terzo lo passiamo più o meno dormendo. Dunque il mio invito è adoperarsi affinché queste ore siano il più umane possibile.

Lavorare non è (sempre) divertimento, ma questo non significa che dobbiamo avere lo sguardo  arcigno della matrigna di Cenerentola o quello borioso di Omer Simpson per 8 ore.

Per chi cerca lavoro:

Nello scenario attuale riconosco sia sfiancante, a volte, affrontare un colloquio di lavoro con il pregiudizio che potrebbe lasciarci delusi. Molto spesso lo si affronta con la rassegnazione che si tratti dell’ennesimo tentativo fallito. Bene, si potrebbe immaginare prima di tutto che chi dovrebbe darci il lavoro sia nell’atteggiamento descritto poco sopra, dunque ci sono due possibilità: o rispondere nella stessa maniera boriosa e poco appassionata (e possiamo immaginare il risultato) oppure prenderla come una chance (poco importa se si rimane delusi, non tentare è perdere in partenza) e proporsi in maniera pro-attiva, propositiva e anche assertiva se la persona volontariamente o involontariamente dovesse metterci in difficoltà nella conversazione. E poi, alla fine, prendiamo il consiglio della mia vecchia amica “Nel dubbio, rispondi con uno dei tuoi migliori sorrisi”, male che va si lascerà un’immagine dignitosa e degna di un ricordo positivo.

 

Cosa hanno in comune sport e lavoro (e non intendo la fatica)

post10ottobre

Non so se ritenermi sportiva o appassionata di discipline sportive, ad ogni modo sono sempre in movimento e pratico frequentemente attività fisica.

Alcuni dicono che sono “fissata”, altri pensano che sia iperattiva, altri ancora mi guardano come fossi un’aliena. Forse hanno tutti un po’ ragione e un po’ torto, personalmente sento che è la cosa che mi viene più naturale al mondo e che desidero fare se ho un po’ di tempo libero.

Ciclicamente mi appassiono ad una disciplina (anzi, a più di una) e non la vivo come una forma di svago dallo stress lavorativo, non credo affatto sia l’atteggiamento giusto. Si tratta esattamente di un’altra cosa rispetto al lavoro, ma che di riflesso può migliorare il mio approccio allo stesso.

Riflettendoci mi rendo conto di quante cose abbiano in comune lo sport e il lavoro.

Quello che ho imparato è che le cose andrebbero fatte, praticate e vissute, non come uno stress o un antistress, ma con lo scopo di ottenere un miglioramento, dandosi un obiettivo da raggiungere e gratificandosi poi di questo.

Mi spiego meglio.

Nuotare per me non è svuotare la mente dai pensieri e dalle preoccupazioni, o per lo meno non solo, quella è una conseguenza, piuttosto è migliorare una skill, imparare a compiere correttamente uno stile, una tecnica e poi, una volta raggiunto l’obiettivo, esserne consapevole, felice e ricominciare con uno nuovo.

Così a lavoro. Un’attività lavorativa credo non debba essere percepita come un mero incarico da svolgere sempre alla stessa maniera, ma individuando nuove soluzioni e nuove opportunità, risolvendo problemi, raggiungendo obiettivi e concludendo progetti. E’ importante poi non tralasciare la presa di consapevolezza finale e capire dove far meglio.

Non è così assurdo come paragone quello tra sport e lavoro. Soprattutto se pensiamo al lavoro di squadra. La collaborazione tra colleghi aiuta molto a superare problemi e fa da sprone a dare di più.

Allo stesso modo chi pratica sport si rende facilmente conto che allenandosi con un compagno o in gruppo riscontra risultati migliori. Ci si sente stimolati e, sia nella pratica sportiva che a lavoro, se si ha feeling con il gruppo il risultato e le prestazioni sono più soddisfacenti per ciascuno.

Anche durante i nostri corsi di formazione abbiamo verificato come le attività di lavoro in team, migliorano il senso di appartenenza e sviluppano una maggiore consapevolezza del singolo rispetto ai propri limiti, portandolo ad acquisire gli strumenti utili a superarli.

Cosa ne pensate? State già preparando il borsone, vero? Il mio è pronto in macchina 😉

Il bon ton ai tempi dell’Instant Messaging

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Molti di voi sapranno che recentemente anche Google ha rilasciato “Allo” una nuova app per l’instant messaging che punta a posizionarsi come competitor di WhatsApp e Telegram principalmente.

Ovviamente per essere più attraente offre qualcosa di nuovo. Niente di esageratamente entusiasmante che non sia poter disegnare sopra un’immagine, aggiungere doodle e adesivi o enfatizzare il tono della voce aumentando o riducendo la dimensione del carattere, come se fosse urlata o appena sussurrata.

Quest’ultima caratteristica mi inquieta, non poco.

Siamo arrivati al punto di voler riprodurre una conversazione parlata scrivendola, anche nell’enfasi, nel pathos.

Credo rischieremo di perdere completamente la spontaneità della comunicazione verbale, cercando di esprimerla nella messaggistica, con tutte le conseguenza negative e di incomprensione che susseguono.

Personalmente già trovo alquanto imbarazzante l’utilizzo del maiuscolo. Volete urlare qualcosa? Prendete il telefono e fatelo con la voce! Prendete la persona o il gruppo e fatelo di persona! Che senso ha urlare a una tastiera…

Non per questo voglio demonizzare l’instant messaging! Sono una sostenitrice dello sharing  e della connessione, ma un po’ credo che veramente stiamo perdendo di vista il contesto adatto…anzi il contatto.

Se in ambito personale preferirei utilizzarne un po’ meno e usare la voce e la gestualità un po’ di più (e io sono una che gesticola parecchio!) in ambito professionale trovo sia un servizio veramente utile, da liberare dal tabù che si tratti solo di un mezzo di comunicazione esclusivamente personale, con le dovute regole di buona educazione, certo.

Recentemente ho approfondito l’utilizzo dell’ instant messaging nel marketing e nei contesti lavorativi e penso che probabilmente gli utenti siano ancora in una fase molto riservata di questo strumento, percepito come esclusivo della sfera privata.

Dunque , nel riflettere ho individuato alcune buone regole nell’utilizzo della messaggistica istantanea, sia in ambito privato ma soprattutto professionale.

  • E’ vero, WhatsApp in Italia è il più diffuso, ma anche Telegram ingloba una bella fetta di utenti italiani. Su Telegram è possibile condividere video fino a 1GB e vi è la funzione Chat Segreta, con crittografia “end-to-end”, dunque trovo sia perfetta per il contesto del gruppo di lavoro (ipotizzate l’emergenza di dover avere bisogno di dati sensibili). Cerchiamo di preferire questa!
  • Penso che ognuno di noi mal digerisca “i gruppi”: il fatto di prendere il telefono e trovare un numero altissimo di notifiche non lette e dover risalire alla prima per capire il contenuto della conversazione, snerva chiunque. Quindi NEI GRUPPI E’ BENE EVITARE UNA CONVERSAZIONE BOTTA E RISPOSTA TRA 2 SOLE PERSONE! Gli altri membri ringrazieranno per non aver ridotto l’autonomia della batteria del loro smartphone 😉
  • Se avete un telefono aziendale, installatevi le principali app di messaggistica e scegliete una foto profilo professionale e che magari riporti il logo dell’azienda. Questo farebbe capire abbastanza chiaramente che l’utilizzo che ne fate per quel numero è di tipo lavorativo e metterebbe a proprio agio chiunque voglia comunicarvi qualcosa in tale ambito, che sia un cliente, un collaboratore o un collega.
  • Non disdire appuntamenti tramite messaggistica mi sembra abbastanza ovvio. Trovo però sia utile e carino inviare dei “reminder”, soprattutto se il luogo dell’incontro professionale è isolato o la strada per raggiungerlo sia difficoltosa. In tal caso un link su mappa sarà sicuramente gradito.

Questi sono solo alcuni, se avete altri consigli da dare o vi vengono in mente altri errori da evitare, a voi i commenti!

Non c’è più spazio nella tua comfort zone

non c'è più spazio

Qualsiasi cosa tu abbia in progetto di fare, spingiti un po’ fuori dai tuoi limiti.

Ti sei da poco laureato? Non è che un tassello, non scambiarlo per una panchina. Datti pure del tempo per individuare gli strumenti più adatti per affrontare il tuo percorso, ma non stare seduto ad aspettare che passi il bus. È sempre più domenica.

E si sa, i mezzi non passano nei giorni festivi.

Hai trovato lavoro? Quella scrivania non è una gabbia, ma una finestra con persiane da spalancare. Dunque mettiti alla prova e dimostra che sei e sai fare molto di più di quanto sia venuto fuori durante il colloquio.

Prova a individuare i limiti tuoi o delle tue relazioni e ipotizza, anche solo per un attimo di superarli.

Senti la vertigine? C’è chi la scambia per paura, in realtà potrebbe essere felicità e si affronta col coraggio e attuando strategie.

Nella tua comfort zone non c’è spazio per il miglioramento di te stesso, non c’è spazio per il tuo sviluppo personale.

È solo rassicurante perché ne individui perfettamente i confini, che in realtà sono sbarre.

Al di fuori c’è tutto ciò che ti potrebbe migliorare.

Per essere liberi di esprimere se stessi ci vuole coraggio…e uno spazio immenso.

Allora, ti sei alzato da quella panchina?

 

 

 

 

Scommetti sulle qualifiche elevate, sono vincenti

IdeaQuali professioni saranno quelle più ricercate nei prossimi 4 anni? Su che indirizzi devi andare per avere più possibilità di trovare lavoro?

Unioncamere e il gruppo Class, rispondono a questa domanda grazie ad un’analisi sviluppata utilizzando uno scenario benchmark, formulato sulla base delle previsioni effettuate dalla Commissione Europea DG Ecofin sino al 2017, mentre per gli anni 2018-2020 sono state utilizzate le previsioni formulate dal Fondo Monetario Internazionale nel suo World Economic Outlook.

Secondo quest’analisi su 100 persone che troveranno un lavoro entro il 2020, 41 dovranno avere una qualifica elevata (le cosiddette high skill).

Le professioni del commercio e dei servizi e quelle tecniche saranno quelle che, sotto il profilo puramente numerico, offriranno maggiori opportunità di occupazione nei prossimi 5 anni. Nel primo gruppo, spicca il fabbisogno delle professioni qualificate nelle attività commerciali (236mila unità), seguite da quelle che operano nei servizi culturali, di sicurezza e alle persone (136mila) e nelle attività ricettive e della ristorazione (119mila).

Tra le professioni tecniche le maggiori opportunità riguarderanno i profili organizzativi, amministrativi, finanziari e commerciali (circa 212mila unità), i tecnici nelle scienze della salute e della vita (136mila) e i profili scientifici, ingegneristici e della produzione (119mila).

Molto elevata anche la quota che sarà riservata alle professioni specialistiche: oltre 460mila i posti di lavoro previsti. Tra queste, prevalgono gli specialisti della formazione e della ricerca (circa 164mila unità in 5 anni) e delle scienze umane, sociali, artistiche e gestionali (125mila). I primi comprendono soprattutto gli insegnanti e i professori di scuola superiore; tra i secondi troviamo figure quali l’esperto di marketing e lo specialista della gestione e del controllo dell’impresa

Entro il 2020 saranno 2,5milioni le persone che complessivamente entreranno nel mondo del lavoro come dipendenti, imprenditori o professionisti nelle imprese o nella Pubblica amministrazione. L’analisi stima che gran parte dei nuovi ingressi sostituirà personale giunto alla pensione o, in misura più contenuta, andrà ad occupare una posizione lavorativa nuova, generata dalla crescita economica.

In sostanza due persone su cinque che troveranno lavoro entro il 2020 avranno una qualifica elevata, il 5% in più rispetto al 2016. Il fabbisogno di figure intermedie calerà, invece, di due punti percentuali portandosi al 31% della domanda totale, mentre resterà stabile al 27% la richiesta di professioni non qualificate.

I “freddi numeri” li puoi trvoare nelle tabelle che inserisco qui sotto.

Fabbisogno totale 2