I PROFILI PROFESSIONALI PIU’ RICHIESTI NEL 2016

NewSkillsL’Italia necessita di 100 mila esperti di digitale e 100 mila tecnici e progettisti per l’industria, secondo quanto affermano Google e Confindustria. E questo è uno dei sintomi della difficoltà che offerta e domanda di lavoro trovano nell’incontrarsi.

Unioncamere, utilizzando il sistema informativo Excelsior, è riuscita ad elaborare un indice con le 20 professioni più richieste tra quelle  a più elevata competenza, quindi dirigenziali, specialistiche e tecniche.

Come è logico che sia, le più ricercate sono le figure che fanno parte delle filiere più dinamiche, quindi professioni digitali, professioni green e professioni culturali e ricreative.

Considerando invece quelle di livello intermedio, allora mancano cassieri di esercizi commerciali e addetti alla gestione del personale

Esaminando i dati poi spicca la domanda per alcuni profili specializzati per numeri non troppo elevati ma in crescita molto decisa, come gli installatori di linee elettriche, i riparatori e i cavisti (domanda quasi triplicata),  i meccanici e riparatori navali e gli operai addetti ai macchinari per la produzione in serie di mobili e articoli in legno.

Tra i settori produttivi, a segnalare le maggiori difficoltà a trovare figure adatte ai bisogni (che riguardano  una figura su quattro) sono appunto quelli della metalmeccanica, dell’elettronica e dell’informatica.

Il 12% delle imprese segnala la difficoltà di reperire le figure necessarie, ma si arriva a punte del 40%. Al Nord nelle imprese con almeno 250 dipendenti  esiste una difficoltà maggiore. Soprattutto per le professioni dirigenziali, specialistiche e tecniche (22%).

I titoli di studio che le aziende prendono maggiormente in considerazione sono il diploma: il 40% richiede almeno il diploma, mentre per il 13% del totale è richiesta la laurea.

Una qualifica professionale è richiesta per assumere il 20% del totale, mentre per il restante 27% non viene richiesta alcuna formazione specifica.

Infine, vista proprio la difficoltà nel reperire le figure necessarie al proprio sviluppo, oltre un’impresa su 10 è disponibile ad accogliere i giovani studenti per i tirocini in alternanza scuola-lavoro, destinati agli studenti delle scuole medie superiori.

Qui sotto aggiungiamo i dati relativi alle singole figure con la percentuale che indica l’incremento di richiesta rispetto agli anni precedenti.

 

PROFESSIONI DIRIGENZIALI, SPECIALISTICHE E TECNICHE

PROFESSIONI DIGITALI

tecnici gestori di reti e di sistemi telematici +82%

progettisti e amministratori di sistemi +42%

tecnici web +41%

PROFESSIONI GREEN

tecnici dell’esercizio di reti idriche ed energetiche +51%,

tecnici fisici e geologici +50%,

tecnici del controllo e della bonifica ambientale +32%

PROFESSIONI CULTURALI E CREATIVE

operatori della filiera audiovisiva e cinematografica +30%

PROFESSIONI LEGATE AL MONITORAGGIO AVANZATO DEI PROCESSI MANIFATTURIERI

tecnici dell’organizzazione e della gestione dei fattori produttivi +109%

 

PROFESSIONI DI LIVELLO INTERMEDIO

IMPIEGATI E PROFESSIONI COMMERCIALI E DEI SERVIZI

cassieri di esercizi commerciali +58%

addetti alla gestione del personale +48%

LE IMMAGINI SOTTOSTANTI SONO PRESE DAL REPORT EXCELSIOR 2016 FABBISOGNI OCCUPAZIONALI FORMATIVI che trovate qui:
http://excelsior.unioncamere.net/images/pubblicazioni2016/excelsior_2016_fabbisogni_occupazionali_formativi.pdf

Che ti costa un sorriso?

Che ti costa un sorriso-

Una volta un’amica molto più grande di me mi disse “E nel dubbio, rispondi con uno dei tuoi migliori sorrisi”.

Premetto che non voglio scrivere un elogio della felicità, né celebrare la positività espressa a tutti i costi, ma ultimamente mi imbatto, anche non direttamente, in persone dall’atteggiamento pretenzioso e asettico, di quelle che dopo uno scambio di battute ti tira la lingua come dopo aver succhiato un limone.

Mi sembra che ci siano dei cliché, dei modi di fare consolidati: una conversazione con impiegati d’ufficio stizziti, le pretese di clienti fuori luogo e poco cordiali,  pazienti “non pazienti” nella sala d’aspetto del medico, richieste di informazioni avanzate in maniera arrogante e presuntuosa.

Quando sono entrata a lavorare presso Oltre Srl e Nexus Srl, ho sentito parlare per la prima volta di “assertività”. Per chi non lo sapesse, si tratta di quella capacità di esprimersi nell’avanzare i propri diritti e sostenerli mantenendo il rispetto altrui nella conversazione.

Un atteggiamento assertivo è salvifico per se stessi e per gli altri!

Per chi lavora:

Bisognerebbe ricordare che mediamente a lavoro si trascorre un terzo della propria giornata e non è poco se consideriamo che l’altro terzo lo passiamo più o meno dormendo. Dunque il mio invito è adoperarsi affinché queste ore siano il più umane possibile.

Lavorare non è (sempre) divertimento, ma questo non significa che dobbiamo avere lo sguardo  arcigno della matrigna di Cenerentola o quello borioso di Omer Simpson per 8 ore.

Per chi cerca lavoro:

Nello scenario attuale riconosco sia sfiancante, a volte, affrontare un colloquio di lavoro con il pregiudizio che potrebbe lasciarci delusi. Molto spesso lo si affronta con la rassegnazione che si tratti dell’ennesimo tentativo fallito. Bene, si potrebbe immaginare prima di tutto che chi dovrebbe darci il lavoro sia nell’atteggiamento descritto poco sopra, dunque ci sono due possibilità: o rispondere nella stessa maniera boriosa e poco appassionata (e possiamo immaginare il risultato) oppure prenderla come una chance (poco importa se si rimane delusi, non tentare è perdere in partenza) e proporsi in maniera pro-attiva, propositiva e anche assertiva se la persona volontariamente o involontariamente dovesse metterci in difficoltà nella conversazione. E poi, alla fine, prendiamo il consiglio della mia vecchia amica “Nel dubbio, rispondi con uno dei tuoi migliori sorrisi”, male che va si lascerà un’immagine dignitosa e degna di un ricordo positivo.

 

Allo studio nuove misure a sostegno dell’occupazione giovanile

goallVisti i dati non proprio incoraggianti che arrivano da Istat e Caritas sulla situazione giovanile in Italia, l’ANPAL sta pensando di varare due nuove misure:

  • Un «bonus occupazionale» per l’inserimento lavorativo degli under 29in difficoltà. Questa misura dovrebbe essre  nell’ambito del programma «Garanzia giovani»;
  • Un intervento di decontribuzione totale limitata alle regioni del Sud, che dovrebbe riguardare i giovani fino a 24 anni, ma anche tutti gli altri lavoratori disoccupati da almeno sei mesi.

Le misure, che dovrebbero essere finanziate con i fondi europei della precedente programmazione comunitaria riassegnate all’Italia, potrebbero essere messe in campo già all’inizio del 2017, affiancandosi all’incentivo rivolto alle imprese che assumono giovani impegnati in percorsi di alternanza scuola-lavoro o in tirocini curriculari

Sembrano quindi allo studio diversi strumenti di sostegno rivolti giovani, in particolare attraverso incentivi destinati alle aree del Paese in ritardo economico e premiando percorsi di alternanza studio/lavoro.

Tutto questo in attesa delle decisioni relative al rifinanziamento su scala europea del programma Garanzia giovani, che dovrebbe riguardare  – per il triennio 2017-2020 – risorse totali quantificabili in due miliardi di euro.

 

Cosa hanno in comune sport e lavoro (e non intendo la fatica)

post10ottobre

Non so se ritenermi sportiva o appassionata di discipline sportive, ad ogni modo sono sempre in movimento e pratico frequentemente attività fisica.

Alcuni dicono che sono “fissata”, altri pensano che sia iperattiva, altri ancora mi guardano come fossi un’aliena. Forse hanno tutti un po’ ragione e un po’ torto, personalmente sento che è la cosa che mi viene più naturale al mondo e che desidero fare se ho un po’ di tempo libero.

Ciclicamente mi appassiono ad una disciplina (anzi, a più di una) e non la vivo come una forma di svago dallo stress lavorativo, non credo affatto sia l’atteggiamento giusto. Si tratta esattamente di un’altra cosa rispetto al lavoro, ma che di riflesso può migliorare il mio approccio allo stesso.

Riflettendoci mi rendo conto di quante cose abbiano in comune lo sport e il lavoro.

Quello che ho imparato è che le cose andrebbero fatte, praticate e vissute, non come uno stress o un antistress, ma con lo scopo di ottenere un miglioramento, dandosi un obiettivo da raggiungere e gratificandosi poi di questo.

Mi spiego meglio.

Nuotare per me non è svuotare la mente dai pensieri e dalle preoccupazioni, o per lo meno non solo, quella è una conseguenza, piuttosto è migliorare una skill, imparare a compiere correttamente uno stile, una tecnica e poi, una volta raggiunto l’obiettivo, esserne consapevole, felice e ricominciare con uno nuovo.

Così a lavoro. Un’attività lavorativa credo non debba essere percepita come un mero incarico da svolgere sempre alla stessa maniera, ma individuando nuove soluzioni e nuove opportunità, risolvendo problemi, raggiungendo obiettivi e concludendo progetti. E’ importante poi non tralasciare la presa di consapevolezza finale e capire dove far meglio.

Non è così assurdo come paragone quello tra sport e lavoro. Soprattutto se pensiamo al lavoro di squadra. La collaborazione tra colleghi aiuta molto a superare problemi e fa da sprone a dare di più.

Allo stesso modo chi pratica sport si rende facilmente conto che allenandosi con un compagno o in gruppo riscontra risultati migliori. Ci si sente stimolati e, sia nella pratica sportiva che a lavoro, se si ha feeling con il gruppo il risultato e le prestazioni sono più soddisfacenti per ciascuno.

Anche durante i nostri corsi di formazione abbiamo verificato come le attività di lavoro in team, migliorano il senso di appartenenza e sviluppano una maggiore consapevolezza del singolo rispetto ai propri limiti, portandolo ad acquisire gli strumenti utili a superarli.

Cosa ne pensate? State già preparando il borsone, vero? Il mio è pronto in macchina 😉

CORSI SPECIALISTICI E DI AGGIORNAMENTO PER INSEGNANTI

Stiamo avviando 5 CORSI SPECIALISTICI e di aggiornamento per gli insegnanti delle scuole, previsti a Novembre/Dicembre 2016 su 4 sedi: Ancona, Pescara, Vasto e Bari.

Partner dell’iniziativa sono Edizioni Didattiche Gulliver, ente di formazione accreditato dal MIUR, Adecco Training, Nexus Srl, Oltre Srl e Polaris Formazione.

I corsi potranno essere fruiti dagli insegnanti utilizzando il Bonus di €500 previsto da La Buona Scuola.

Per maggiori dettagli, catalogo dei corsi, calendario e scheda di iscrizione è possibile visionare la pagina web di Nexus dedicata alle Scuole al seguente link www.uditemi.it/scuola/

La segreteria organizzativa è gestita da Nexus Srl ai seguenti contatti: Strada Vic.le Torretta Pescara – Tel +39 085 4315267 – Fax +39 085 4315269 – scuole@uditemi.it

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Il bon ton ai tempi dell’Instant Messaging

post1ottobre (1)

Molti di voi sapranno che recentemente anche Google ha rilasciato “Allo” una nuova app per l’instant messaging che punta a posizionarsi come competitor di WhatsApp e Telegram principalmente.

Ovviamente per essere più attraente offre qualcosa di nuovo. Niente di esageratamente entusiasmante che non sia poter disegnare sopra un’immagine, aggiungere doodle e adesivi o enfatizzare il tono della voce aumentando o riducendo la dimensione del carattere, come se fosse urlata o appena sussurrata.

Quest’ultima caratteristica mi inquieta, non poco.

Siamo arrivati al punto di voler riprodurre una conversazione parlata scrivendola, anche nell’enfasi, nel pathos.

Credo rischieremo di perdere completamente la spontaneità della comunicazione verbale, cercando di esprimerla nella messaggistica, con tutte le conseguenza negative e di incomprensione che susseguono.

Personalmente già trovo alquanto imbarazzante l’utilizzo del maiuscolo. Volete urlare qualcosa? Prendete il telefono e fatelo con la voce! Prendete la persona o il gruppo e fatelo di persona! Che senso ha urlare a una tastiera…

Non per questo voglio demonizzare l’instant messaging! Sono una sostenitrice dello sharing  e della connessione, ma un po’ credo che veramente stiamo perdendo di vista il contesto adatto…anzi il contatto.

Se in ambito personale preferirei utilizzarne un po’ meno e usare la voce e la gestualità un po’ di più (e io sono una che gesticola parecchio!) in ambito professionale trovo sia un servizio veramente utile, da liberare dal tabù che si tratti solo di un mezzo di comunicazione esclusivamente personale, con le dovute regole di buona educazione, certo.

Recentemente ho approfondito l’utilizzo dell’ instant messaging nel marketing e nei contesti lavorativi e penso che probabilmente gli utenti siano ancora in una fase molto riservata di questo strumento, percepito come esclusivo della sfera privata.

Dunque , nel riflettere ho individuato alcune buone regole nell’utilizzo della messaggistica istantanea, sia in ambito privato ma soprattutto professionale.

  • E’ vero, WhatsApp in Italia è il più diffuso, ma anche Telegram ingloba una bella fetta di utenti italiani. Su Telegram è possibile condividere video fino a 1GB e vi è la funzione Chat Segreta, con crittografia “end-to-end”, dunque trovo sia perfetta per il contesto del gruppo di lavoro (ipotizzate l’emergenza di dover avere bisogno di dati sensibili). Cerchiamo di preferire questa!
  • Penso che ognuno di noi mal digerisca “i gruppi”: il fatto di prendere il telefono e trovare un numero altissimo di notifiche non lette e dover risalire alla prima per capire il contenuto della conversazione, snerva chiunque. Quindi NEI GRUPPI E’ BENE EVITARE UNA CONVERSAZIONE BOTTA E RISPOSTA TRA 2 SOLE PERSONE! Gli altri membri ringrazieranno per non aver ridotto l’autonomia della batteria del loro smartphone 😉
  • Se avete un telefono aziendale, installatevi le principali app di messaggistica e scegliete una foto profilo professionale e che magari riporti il logo dell’azienda. Questo farebbe capire abbastanza chiaramente che l’utilizzo che ne fate per quel numero è di tipo lavorativo e metterebbe a proprio agio chiunque voglia comunicarvi qualcosa in tale ambito, che sia un cliente, un collaboratore o un collega.
  • Non disdire appuntamenti tramite messaggistica mi sembra abbastanza ovvio. Trovo però sia utile e carino inviare dei “reminder”, soprattutto se il luogo dell’incontro professionale è isolato o la strada per raggiungerlo sia difficoltosa. In tal caso un link su mappa sarà sicuramente gradito.

Questi sono solo alcuni, se avete altri consigli da dare o vi vengono in mente altri errori da evitare, a voi i commenti!