Talento e Occasione: casualità Vs forza di volontà?

TALENTO e OCCASIONE

«Una scoperta si dice che sia un incidente che incontra una mente preparata», a dirlo fu Albert Szent-Gyorgyi, lo scienziato che scoprì la vitamina C, premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1937.

Penso che questa citazione sia rappresentativa della forza di volontà dell’essere umano, del fatto che l’impegno e la caparbietà possano essere più forti della casualità.

Con il termine “incidente” potremmo pensare ad un’accezione casuale, questo però incontra “una mente preparata”.

Si intuisce, dunque, che il senso sia voler dimostrare come la forza di volontà di chi sa migliorarsi e prepararsi vince, perché pronta ad aspettarsi qualcosa di nuovo e di migliore.

Lo stesso concetto è attribuito a Seneca nella citazione:  “La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione”.

Ecco, il talento è una mente preparata.

E’ la mentalità di una persona che con forza di volontà migliora e si forma, e non per ottenere risultati immediati ma perché sa aspettarli anche a lungo termine.

Reality e concorsi tv hanno forse alterato il significato di questa parola.

Eppure da quando siamo piccoli, abbiamo sempre sentito frasi del tipo “ciascuno di noi ha un talento” o sentirci apostrofare  “sei un talento” quando dimostravamo di eccellere in qualcosa o di essere portati per un’attività in maniera naturale.

Nell’ambito lavorativo sono convinta che essere un talento significhi poter esprimere le proprie competenze aggiungendo valore ad un’attività e fare in modo che gli altri lo percepiscano.

Dunque, se curiamo il nostro talento, prepariamo la nostra mente, saremo anche in grado di comunicarlo e trasferirlo agli altri…e l’occasione non ci troverà sprovveduti.

 

 

DONNE, E’ ARRIVATO L’ARROTINO! Come farsi notare nel mondo del lavoro

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Stai cercando lavoro?

Passa subito all’azione! Assumi il ruolo di  Direttore Marketing del marchio “io”!

No, non ti sto prendendo in giro.

Prima di candidarti per una posizione di lavoro e comunicare che ci sei anche tu, devi conoscere l’importanza del personal branding e agire strategicamente sull’immagine che gli altri si fanno di te.

Questa proviene dalla combinazione di ciò che indossi, del cibo che mangi, della musica che ascolti, dalle osservazioni che fai sui social network o che lasci nel web.

Tutto ciò è inevitabile… e se il tuo obiettivo è ottenere quel posto di lavoro e dimostrare di essere la risorsa perfetta per quel ruolo, non ti resta che comunicarlo.

Non è cosa facile ma ognuno di noi ha la possibilità di essere un marchio degno di nota.

Come? Applicando alcune efficaci strategie.

Il primo passo da fare è dimenticare il tuo titolo di studio o la tua professione precedente e chiederti: cosa devo fare per accrescere il valore del mio marchio?

Il secondo passo che ti consiglio è conoscere gli strumenti e i canali di comunicazione in modo da mettere in atto strategie adatte ad ogni diverso contesto.

Utilizza il tuo account Facebook in maniera appropriata, cura costantemente il profilo LinkedIn, crea un network anche su Twitter.

Non sottovalutare la presentazione di te stesso! Segui ad esempio i 5 consigli base per rendere il tuo curriculum vitae indimenticabile, al post precedente.

E prendi esempio dall’arrotino…se vuoi farti sentire, il tuo slogan deve essere credibile!

 

RIFAI IL LOOK AL TUO CV: consigli PER UN CURRICULUM “indimenticabile”

rifai il look al tuo curriculum

  1. Non strafare

Ti sei deciso, vuoi cambiare l’aspetto del tuo curriculum. Forse avrai seguito uno dei nostri corsi, e ti senti motivato  a “rifare il look al tuo curriculum vitae” . Bene! Era ora!

Attenzione, però. Non mi piace frenare guizzi creativi ed estroversioni (giammai), ma l’esperienza mi insegna che ogni qualvolta si ha a che fare con grafica, colori, soluzioni creative…ciascuno fa venir fuori l’artista che è in sé….anche se in letargo dalla nascita.

Il curriculum è una presentazione, visionata da chi non ti conosce. Cerca dunque di non dare troppi input che possano essere fraintesi. Ti consiglio di essere originale, non fuori luogo…curioso non invadente…sagace, non arrogante.

 

  1. Chi l’ha detto che deve essere stampabile?

A meno che non sia stato esplicitamente richiesto, non è necessario preparare un curriculum pensato solo ed esclusivamente per la stampa.

Potrai anche metterla sul piano “green”. Infatti, realizzando una presentazione , un’infografica animata o un breve video, farai risparmiare carta e tempo al selezionatore, oltre ad essere più incisivo perché maggiormente caratterizzato dalla scelta dello strumento.

Ti consiglio di dare uno sguardo ai template che propone Prezi (www.prezi.com): applicazione web che permette di realizzare presentazioni efficaci (argomento che ho trattato in un post precedente, se vuoi approfondire, qui)

 

  1. Sintetizza con le icone

Siamo abituati a visualizzare prodotti e servizi attraverso l’uso di icone. Pensa ad esempio alla letterina che simboleggia l’indirizzo email o alle icone dei social network più comuni.

Bene, utilizzale all’interno del tuo cv. Anche per identificare delle aree professionali o delle competenze.

Tutto ciò che può essere sintetizzato graficamente aiuta la comprensione, e dona un aspetto più piacevole al tuo curriculum.

 

  1. Dedica almeno un’ora alla scelta e sistemazione della foto profilo

Se sei di quelli che non inseriscono la propria foto sappi che è un errore. Perché non farlo? Una posizione del genere potrebbe provocare diffidenza e ipotizzare una personalità insicura.

Piuttosto soffermati nella scelta di una tua foto adatta.

Per prima cosa evita situazioni di viaggi e vacanze o sfondi troppo “rumorosi” cioè ricchi di informazioni.

Poi seleziona le foto di buona qualità: non c’è niente di peggio di un’immagine “sgranata”.

Infine scegli una delle foto più recenti, né troppo seria né troppo sorridente: un’immagine rappresentativa, fresca e il più possibile spontanea.

 

  1. Non dimenticare i collegamenti ai tuoi profili web e social

Per ultimo, ma non meno importante, ci sono le tue informazioni nel web.

Se possiedi un blog, un profilo LinkedIn o Twitter o su altri Social Network, non dimenticare di inserirli nel curriculum!

Ovviamente dovranno essere professionali o quanto meno rappresentare la tua personalità coerentemente con il profilo di candidatura.



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Come aprire una pagina Facebook aziendale? 5 consigli per iniziare nel modo giusto

Hai deciso che la tua azienda sia presente su Facebook o ti hanno incaricato di gestire la presenza dell’azienda per cui lavori?
Ecco di seguito i primi 5 consigli per affrontare in maniera professionale questa attività.

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1. Una pagina, non un profilo
Per prima cosa devi sapere che un’azienda non può aprire un classico profilo utente Facebook, ma deve necessariamente avere una “pagina”, cioè uno spazio gestito da utenti legati all’azienda.
La pagina non può ricevere né inviare richieste di amicizia, ma può ottenere “seguaci” dal click sul pulsante “mi piace”.

2. Decidi i ruoli (chi gestisce, amministra e collabora alla pagina).
Può aprire una pagina un profilo (utente) Facebook che sia legato all’azienda (Amministratore).
Devi sapere che è possibile individuare più utenti che collaborino alla pagina con varie funzioni, che, oltre all’Amministratore, sono: Editor, Moderatore, Inserzionista e Analista.
Un collaboratore che è un utente Facebook e posta sulla pagina dal suo profilo può scegliere di apparire a nome personale o a nome della pagina.

3. Non sottovalutare l’area informazioni
Oltre al nome inserisci tutte le informazioni nell’area dedicata: categoria, sottocategoria, mission.
Dopo una breve descrizione è utilissimo dare tutte le indicazioni logistiche per raggiungere la sede, numeri di telefono, orari e sito web.
Sono spiegazioni che migliorano la visibilità della tua azienda e fanno sì che sia rintracciata in maniera più puntuale.

4. Scegli le immagini di copertina e del profilo
Dopo aver inserito il nome e le informazioni scegli le due immagini che appaiono in alto in prima pagina.
Preferisci foto reali, rappresentative e di buona qualità.
Imposta la dimensione delle immagini ad hoc: per la copertina (quella stretta e lunga in alto) le dimensioni sono 851×315 pixel, per il profilo invece 160×160 pixel.

5. Non invitare tutti i tuoi amici indistintamente
Chi gestisce la pagina può farla conoscere invitando i propri amici a mettere il “mi piace”.
L’operazione è immediata in quanto dalla pagina principale basta accedere al riquadro apposito in cui appaiono tutti gli amici del proprio account personale… ma desisti dal desiderio di fare un unico invio a tutti indistintamente!
Soffermati e scegli chi è più vicino al target della tua azienda e quindi potenzialmente interessato a restare in contatto e vederne visualizzati sulla propria bacheca i post.
E’ più proficuo un pubblico interessato che potrebbe interagire di uno fuori target e passivo.
In questo modo avresti anche una panoramica realistica di chi puoi raggiungere quando in una fase successiva impostarai delle campagne marketing.


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Resiliere, resiliere, resiliere

PiantineMi hanno dato sempre un po’ fastidio i termini che rapidamente diventano di moda. Il giorno prima nessuno ne conosce l’esistenza ed il giorno dopo, tac….sono sulla bocca di tutti.

Con la parola “resilienza” è successa la stessa cosa. Ho cominciato ad incrociare questa parola in qualche convegno et voilà: pian piano tutti parlano di resilienza.

La cosa, come dicevo, mi ha provocato un po’ di orticaria, anche perché non ne vedevo gli aspetti positivi. Ho cominciato allora a cercare di capire meglio il significato e su Wikipedia ho trovato questa definizione:

In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Partendo da questa definizione ne ho sviluppato allora tutte le implicazioni positive.

Se infatti siamo in grado continuare a perseguire obiettivi sfidanti, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà e gli altri eventi negativi che si incontreranno sul cammino, allora siamo resilienti.

E penso che compito di Oltre srl  sia insegnare ad essere resilienti, l’ho sempre vissuto come parte della mission di questa azienda.

Uno degli obiettivi di tutte le nostre attività, da MyKlondike ai corsi Formatemp, è aiutare le persone che ci seguono a fissare obiettivi indirizzati alla realizzazione di se stessi. Che poi significa essere se stessi nella realtà.

Quindi essere resilienti vuol dire non fermarsi davanti agli ostacoli che incontreremo nel nostro percorso, e non  deprimersi se non riusciamo a superarli al primo colpo.

So sulla mia pelle quanto sia difficile accettare le sconfitte come parte della crescita, o cosa voglia dire trovare davanti a sé un ostacolo che sembra alto come l’Himalaya. Eppure la vita è questa, ed è sempre stata questa. E ciascuno di noi è in grado di affrontare queste difficoltà.

Se ti interessa essere resiliente, fai una chiacchierata con noi: contattaci!

Corso gratuito TECNICO DI SEGRETERIA 3.0

In partenza il 15 Ottobre il corso TECNICO DI SEGRETERIA 3.0

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Adecco, Adecco Training, Nexus Srl e OLTRE Srl promuovono il Corso di TECNICO DI SEGRETERIA 3.0 rivolto a DISOCCUPATI.

Il Tecnico di Segreteria 3.0 è una figura professionale in grado di gestire i flussi informativi in entrata ed in uscita in modo snello ed efficiente.

Rielabora e trasmette i contenuti della comunicazione aziendale sia tramite i canali tradizionali sia tramite web e social network.

È in grado di tradurre verso l’esterno messaggi in linea con la vision con la mission aziendale, avvalendosi di strumenti informatici e telematici.

In azienda il Tecnico di Segreteria 3.0 si occupa non solo di incarichi segretariali ma può offrire un valido supporto all’area commerciale, alla comunicazione, agli uffici rapporti con il pubblico o relazioni esterne.

Il corso è gratuito in quanto finanziato dal Forma.Temp ed è rivolto a coloro che sono in cerca di occupazione.

Durata: 60 ore

DAL 15 OTTOBRE 2015 al  27 OTTOBRE 2015
Lezioni: dal lunedì al venerdì
Orario: 9.00-13.00 / 13.30-17.30

Sede di svolgimento:
OLTRE SRL
Via Breviglieri, 3 – 65128 PESCARA – TEL. 085 7993339

Le domande di iscrizione (corredate di CV e fotocopia di CI e CF) saranno raccolte c/o la sede di:
OLTRE SRL, via A. Breviglieri 3 – Pescara
TEL. 085 7993339 – corsi@oltresrl.eu
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.00
entro il 13 Ottobre 2015 ore 13:00

5 CONSIGLI PER REALIZZARE PRESENTAZIONI EFFICACI (come iniziare)

Sono mesi che ci lavori su e finalmente hai elaborato il tuo progetto: una nuova idea di business, una proposta innovativa da fare a un’azienda o a un investitore (perché, come ripetiamo ai nostri corsi, le buone occasioni bisogna cercarsele!)

E adesso come lo presenti?

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Ecco allora 5 consigli per partire col piede giusto!

  1. Per prima cosa PIANIFICA.

Individua il tuo pubblico (target), il tuo palcoscenico (contesto) e il tempo a disposizione. Ciascuno richiede uno stile comunicativo e uno strumento ad hoc.

Preferisci uno stile più formale o meno?

Pensi di diffondere la tua presentazione nel web o di presentarla su un monitor in prima persona?

Ad ognuna di queste scelte seguirà l’individuazione di uno stile comunicativo personalizzato.

  1. Quali STRUMENTI utilizzare?

Il web è pieno di risorse e tool gratuiti: per realizzare presentazioni semplici, presentazioni video animate, infografiche interattive…La migliore dipende dalle scelte individuate nel punto precedente.

Molto versatile è Prezi che permette di realizzare presentazioni dinamiche, supportate da una vasta gamma di template dalla grafica accattivante.

Il rischio è quello di farsi prendere troppo dall’entusiasmo ed esagerare.

Consiglio sempre di andare cauti nella scelta del modello, specie se non si conosce bene il proprio pubblico ed optare tra quelli più “basic”.

Successivamente, quando avrai preso dimestichezza, lascia perdere i template e personalizza completamente la tua presentazione.

  1. Gestisci la DURATA

Lo so, ci hai lavorato mesi, hai speso centinaia di ore nell’elaborazione di indagini di  mercato, e tu sei entusiasta del progetto. Ma non cadere nell’errore di voler raccontare tutto!

Ricorda che la SINTESI vince sempre.

Se riesci ad essere incisivo stai sicuro che avrai modo successivamente di lasciare tutti i dettagli.

Nel caso di un video ti consiglio di rifarti a quello che gli americani chiamano “elevator pitch”: il discorso che faresti se incontrassi il tuo investitore in ascensore e avessi a disposizione solo il tempo di una sosta.

Questa scelta ad esempio è stata adottata per la candidatura di giovani consulenti a disposizione per l’internazionalizzazione, nel progetto “I giardini dei talenti”.

  1. Scegli IMMAGINI DI VALORE

Individua immagini che abbiano una buona qualità grafica (pollice verso per le foto “sgranate”) e soprattutto, se decidi di ingrandirle o rimpicciolirle, fallo mantenendone le proporzioni!

Non c’è niente di più fastidioso che vedere foto con i soggetti raffigurati sproporzionati o, peggio ancora,  noti loghi aziendali allungati, ristretti, modificati con l’aggiunta di qualche effetto tipo “vintage” o altro… (pollice verso all’infinito).

  1. Attenzione all’AUDIO

Hai scelto di inserire una colonna sonora di sottofondo o una traccia audio in alcuni punti?

Ti consiglio di prendere in considerazione brani poco conosciuti, di evitare l’ultimo tormentone dell’estate e di non considerare il tuo gruppo preferito.

Se scegli una canzone cerca di individuare una traccia di qualche decina di secondi che dia “carattere” in un punto preciso della tua presentazione (di solito all’inizio o in entrata nel clou del progetto). In ogni caso ti confido che trovo sia una delle parti più difficili nella realizzazione di una presentazione.

 

E con questa puoi cominciare, non ti resta che trovare la tua occasione! Buona presentazione!

 




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Amleto e i NEET

HamletNon nel castello di Elsinore ma in Europa si aggira un fantasma. Anzi, più di un fantasma: si tratta dei NEET.

E come Amleto questi giovani si domandano se valga la pena “essere” parte del mondo del lavoro o “non essere” parte attiva della società.

E’ quanto emerge da un’indagine di WeWorld, onlus che si occupa dei diritti di giovani e donne.
Chi sono i NEET non c’è più bisogno di ricordarlo tanto se ne è parlato negli ultimi anni, ma questo studio oltre a ricordarci alcuni dati che è meglio tenere bene a mente (il 26% dei giovani tra i 15 e i 29 anni in Italia è NEET, contro una media europea del 12,4%) fotografa come mai prima le caratteristiche basilari di questi giovani.

Hanno alle spalle un passato scolastico difficile; in Sardegna, Sicilia e in Campania il 20% dei ragazzi si ferma alla licenza media e l’alto tasso di NEET in Italia sembra la conseguenza di un tasso di dispersione altissimo: tra la prima media e l’ultima classe delle superiori si perde il 30% dei ragazzi.

Riprendendo il parallelo con il pallido principe di Danimarca, anche i NEET nostrani hanno una situazione familiare difficile. Magari la mamma non avrà partecipato all’omicidio del padre, ma comunque vivono in famiglie che subiscono la disoccupazione di uno dei genitori o altre situazioni di disagio. Contrariamente ai coetani, sono poco attivi sui social network.

Come sempre parte attiva della soluzione è la famiglia, che deve sostenere ed ispirare chi si sente oppresso dalla situazione.